Separati e divorziati

Quando ti separi, sul piano delle amicizie, bisogna essere preparati alle sorprese di chi sparisce, di chi resta dall’altra parte, di chi si interessa ai fatti tuoi e si disinteressa nei fatti ma, anche, di chi prima non c’era e poi c’è e di chi non pensavi ci sarebbe stato e invece lo ha fatto. Sono poche le persone che riescono a restarti accanto senza provare disagi.

Gli amici conosciuti durante il matrimonio si schierano, di qua o di là. Questo non significa che fanno una crociata ma che, semplicemente, si defilino o continuano a frequentare uno solo dei due.

Gli amici di una vita, invece, mantengono il filo dell’amicizia con quello dei due che hanno conosciuto per primo.

Come nella vita reale, anche nelle piattaforme social i contatti, gli amici si dividono, restano spettatori silenziosi per educazione e affetto verso la ex coppia o semplicemente si fanno gli affari loro, consapevoli che una coppia che si separa ha dinamiche interne che non conoscono.

Ma, c’è sempre un ma.

Gli amici che giudicano senza aver ascoltato le famose due campane e si schierano sparlando e amplificando le ragioni dell’unica campana sentita, quelli sono amicizie che ringrazi di averle avute solo di passaggio e, se poi, tra queste ci sono persone che un tempo chiamavi fratelli o sorelle per i percorsi spirituali di guarigione o di crescita allora, oltre che augurare tanta felicità e prosperità, nasce anche un sentimento di compassione e vicinanza.

La separazione è un fatto privato, troppe persone diventano invece spettatrici o interpreti. Ma sono, purtroppo, le coppie separate che lo permettono. Il risentimento, molte volte, fa dire cose che non servono e che vogliono in un modo o nell’altro tirarsi dietro consensi, trovare alleati…. per cosa poi? Non si perde mai il valore di se stessi anzi, si rafforza e si eleva.

A volte sono le amicizie a scegliere di allontanarsi dai separati, ma anche le “coppie separate” possono  gestire liberamente rapporti convenzionali o imposti, di scegliere con chi passare il tempo, di dare spazio a nuove persone, opportunità, attività, luoghi, etc. Dovrebbero smarcarsi dal ruolo del separato/divorziato, imparare a staccare la spina delle preoccupazioni del divorzio, allentare la mente dicendo apertamente anche di non volerne parlare. Si può imparare a vedersi diversamente e dare significato più ampio alla propria storia matrimoniale: non come errore del passato ma esperienza attraverso la quale capire di cosa abbiamo bisogno.

I figli dei genitori separati affrontano una condizione di lutto e trasformazione, potendo sviluppare ansia, tristezza e paura a causa della perdita di stabilità e della complessità della nuova situazione familiare. Ma possono superare le difficoltà se i genitori collaborano, comunicano apertamente, garantiscono stabilità e proteggono i figli dai conflitti, permettendo loro di mantenere un rapporto d’amore con entrambi i genitori e di esprimere i propri sentimenti senza sentire il peso di responsabilità eccessive.

Durante la separazione il bambino non riveste solo il ruolo di osservatore passivo, ma spesso viene conteso da entrambi i genitori, costretto a schierarsi con l’uno o con l’altro, per sostenere le ragioni dell’uno contro quelle dell’altro partner. Inoltre, il bambino spesso si attribuisce la colpa dell’abbondono da parte di uno dei genitori della casa coniugale, e non riesce a scindere il rapporto fra i coniugi-genitori dal rapporto che i genitori stessi hanno invece con i figli. Subentrano quindi senso di perdita e di abbandono, che possono spaventare il bambino, causando disagio e sofferenza.

Per prevenire il disagio infantile sono necessari interventi psicologici mirati al sostegno della funzione genitoriale. La mediazione famigliare è una delle principali risorse da poter essere proposta come intervento relazionale di gestione dei conflitti familiari e negoziazioni nell’interesse dei bambini, ed ha il principale scopo di ridurre il più possibile l’impatto negativo della separazione.

E’ in libreria il primo volume firmato dall’attore e conduttore Vittorio Vaccaro, da sempre attento alle tematiche legate alla famiglia dal titolo: La cucina è il teatro della vita 

Il libro edito da Giraldi Editore alterna racconti di esperienze vissute e gustose ricette da provare. Al centro della storia c’è la cucina, cuore di una casa e rifugio per ogni membro della famiglia.

Ed ecco allora – secondo Vittorio Vaccaro – 5 consigli per rendere la genitorialità condivisa davvero efficace.

Collaborare e comunicare: anche se un divorzio può aver causato attriti in una coppia, quando si parla dei figli bisogna essere in grado di mettere da parte i rancori. Immaginate l’ex partner come un collega di lavoro poco simpatico ma con cui dovete per forza parlare e collaborare per raggiungere l’obiettivo che, in questo caso, è il benessere dei figli.

Essere coerenti: i figli minori vanno guidati anche attraverso regole e indicazioni. Se a casa della mamma è concessa un’ora di videogiochi, dal papà non possono diventare tre. È importante stabilire linee guida che siano comuni per entrambi i genitori in modo che i figli sappiano sempre che strada prendere.

Flessibilità: la rigidità non aiuta né quando è rivolta all’ex partner, né quando è nei confronti dei figli. I genitori devono essere pronti ad adattarsi alle esigenze dei figli, soprattutto nei primi tempi quando i minori si trovano davanti a una situazione completamente nuova.

Non avere segreti: se uno dei due genitori inizia una nuova relazione, tenerla a lungo nascosto potrebbe essere controproducente. Il figlio, a seconda dell’età, potrebbe vederla come una mancanza di fiducia. Quando si è sicuri di avere una relazione stabile conviene spiegare la situazione all’ex partner e successivamente introdurre l’argomento con i figli.

Non vergognarsi di chiedere aiuto: un mediatore familiare può aiutare i genitori nelle prime fasi di affidamento congiunto. Rivolgersi a un esperto è un’opportunità da prendere in considerazione per trovare soluzioni che siano nel migliore interesse dei figli.

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Fonti: RepubblicaD / La cucina è il teatro della vita / altre fonti aperte

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Autore: Francesco Garruba (Drakonero)

Guarigione e canalizzazione per ritrovare benessere attraverso la spiritualità.

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