RIFLESSIONI SULLA GRANDE INVOCAZIONE

GI verse 1.it

Dal punto di luce nel pensiero di Dio

Che la luce fluisca nel pensiero degli uomini,

Che la luce discenda sulla terra.

Dal punto di Amore nel cuore di Dio

Possa l’amore fluire nei cuori degli uomini,

Possa Cristo ritornare sulla terra.

Dal centro dove è conosciuta la Volontà di Dio

Possa il Proposito guidare la debole volontà degli uomini,

Lo scopo che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro chiamiamo la razza degli uomini

Possa il piano di Amore e Luce svolgersi,

E possa sigillare la porta della dimora del male.

LUCE, AMORE e POTENZA

Ripristina il piano sulla terra.

“La bellezza e la forza di questa Invocazione risiede nella sua semplicità e nell’espressione di certe verità fondamentali, che tutti gli uomini normalmente e spontaneamente accettano: la verità dell’esistenza di un’intelligenza superiore, alla quale diamo vagamente il nome di Dio, la verità dietro tutte le apparenze esteriori, il potere propulsore dell’universo è l’Amore, la verità che una grande Individualità, chiamata Cristiano Cristo, è apparso sulla terra per incarnare questo l’amore in una forma intelligibile, la verità che l’amore e l’intelligenza emanano da quella che è chiamata la Volontà di Dio, e infine l’ovvia verità che il piano divino può manifestarsi solo attraverso l’azione di Dio, umanità “. ( Alice A. Bailey)

Secondo alcuni autori, questa invocazione – formulata in un linguaggio molto antico – è stata tradotta dalla gerarchia in termini accessibili e comprensibili all’uomo.

La Grande Invocazione non appartiene a nessun gruppo, a nessuna religione in particolare. È distribuito all’umanità dal Maestro asceso Djwal Khool, per servire come supporto per le nostre preghiere quotidiane.

Cercare di definire il vero scopo di tale Evocazione non è facile, ma gli esoteristi sanno che certe preghiere sono strutturate in base al numero, perché il numero è vibrazione ed energia.

Essendo la Grande Invocazione una preghiera universale, essa fa parte dello schema dell’uomo e dell’universo, lo schema dell’Albero della vita che invita ognuno di noi a meditare e ad attraversare il passi che portano alla perfezione dell’anima.

Dio ha creato tutto in questo mondo, è da lui che emana la luce universale che illumina la coscienza degli uomini e li guida. Dopo aver insegnato le diverse fasi e i diversi percorsi attraverso cui la luce scende in questo mondo, ci incoraggia a fare il percorso opposto. La luce di Dio emana da Kether, l’inconoscibile, e discende a Malkuth nella materia.

Il primo passo è assimilare il significato spirituale della preghiera, dobbiamo chiamare successivamente la Luce, l’Amore, la Volontà o il Potere di Dio per diffonderlo come riflesso perfetto del Divino in noi.

Il secondo passo significa che avendo realizzato il possesso di una trama divina dentro di noi, possiamo sbarazzarci delle contingenze di questo mondo materiale e dobbiamo, prima di tutto grazie al nostro libero arbitrio, quindi attraverso il Potere della nostra Volontà, attraverso l’Amore di Dio, la Creazione e alla Luce della Conoscenza, per camminare fino a Dio.

L’obiettivo finale di questo viaggio è quello di unire le nostre anime in Dio.

Per la maggior parte dei credenti, l’interpretazione è percepita in un modo exoterico. Lo considerano una semplice preghiera, che recitano, come un Pater Noster o un’Ave Maria, in modo ripetitivo, senza vero fervore, senza pensare all’amore. Certamente la maggior parte dei credenti lo considera, non come una preghiera individuale, ma come una preghiera di importanza universale. Hanno ragione e torto, perché possono indurli a formulare questa invocazione con sincerità, ma chiedendo e sperando in un intervento divino esterno. Questa può essere la scelta di facilità. Viceversa, il suo uso denota già un approccio non egoistico e una richiesta di misericordia per i peccati degli uomini.

Il vero pericolo è che il credente cerchi di chiedere un intervento divino senza nemmeno fare uno sforzo individuale per aiutare a realizzare il piano di amore e luce sulla terra e pensare che solo i leader politici e finanziari del nostro mondo sono responsabili delle nostre disgrazie. Per tutti i credenti, questa invocazione è salutare e realizzabile se è da Dio o da suo Figlio, Cristo stesso. È solo la reminiscenza di uno stato primordiale mancante, a cui aspirano le persone di buona volontà.

Per i ricercatori e tutti coloro che seguono un autentico percorso spirituale e iniziatico, la sua interpretazione è molto più profonda. Questi sono consapevoli della trama divina in loro e sono consapevoli che il primo piano da realizzare è il Tempio dell’Uomo. Il singolo Tempio può accogliere la vera luce, quella della Conoscenza, quella della Tradizione. Può anche accogliere l’amore divino e irradiarlo attorno a sé, comunicarlo ai suoi simili applicando il comando dato da Cristo stesso: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.

È nell’immagine della luce e dell’amore che irradiate intorno a voi, che darete l’esempio di Cristo e parteciperete così attivamente alla restaurazione del piano di amore e luce sulla terra. L’amore menzionato nella grande invocazione non è ordinario, è l’amore secondo il piano divino, colui che scusa, chi perdona, chi risponde perché è puro, disinteressato, altruista, buono e con ciò è carico di energia. Ognuno di noi è un “micro tempio”, una pietra che fa parte dell’edificio da costruire e il restauro di questo tempio passa attraverso la liquidazione del debito karmico. Il primo lavoro da fare è il sincero pentimento e purificazione dell’anima attraverso la preghiera, lo studio, il pensiero, la parola e l’azione. È necessario: osare, volere, sapere, tacer

Per coloro che hanno raggiunto un grado di evoluzione superiore, “Grande anima”, rispetto ai due gruppi precedenti (credenti e iniziati),  sono esseri che, dopo aver attraversato un gran numero di incarnazioni, hanno raggiunto un grado di evoluzione spirituale e una certa padronanza di se stessi (corpo, anima e spirito) che consente loro di capire, definire, analizzare, decifrare tutte le sottigliezze della creazione. Si trovano in una zona intermedia tra cercatori ed esoteristi, da un lato, ed esoteristi e membri della gerarchia, dall’altro. Sono sulla terra volontariamente, perché hanno scelto di servire l’umanità diventando strumenti di perpetrazione della Tradizione Primordiale. Tra loro ci sono personaggi che, nella loro vita, servono nell’ombra il piano divino in molti modi, sia formando gruppi di lavoro, scrivendo opere di grande portata esoterica, o avendo un’azione esemplare nel mondo, nel campo dell’arte, della scienza, ecc. Tutte queste persone sono guidate molto presto su questa strada. Spesso è chiesto loro di aiutare nella realizzazione e nell’attuazione di ordini iniziatici e religiosi. Possiamo, se abbiamo un po’ di sensibilità riconoscere una “grande anima”, si legge sul viso.  Loro stessi dicono che sono entrambi in questo mondo e fuori dal mondo. Non si preoccupano della loro situazione materiale, perché il loro interesse principale è più sottile di quanto sembri. Sono spesso persone semplici, di buon consiglio, intelligenti ma molto discrete, possono e sanno usare ciò che si può descrivere come “forza silenziosa”, vale a dire che sono in perfetta armonia con il divino e che tutti i loro pensieri, parole e azioni sono in perfetta armonia con il piano divino. Ognuno di loro possiede un pezzo di conoscenza tradizionale e, a tempo debito, con l’aiuto e l’impulso dei membri della grande fraternità bianca, questa conoscenza sarà rivelata e insegnata ai pochi che sono rimasti fedeli agli insegnamenti di Cristo.

L’uso di questa preghiera, nella prospettiva della venuta di Cristo, è la più grande speranza dei cristiani. L’unicità di questa invocazione sta nel fatto che costituisce una magnifica possibilità di integrazione con il divino. Lei unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

La Grande Invocazione consiste di 4 x 3 frasi + 1, che significa l’esistenza e la totalità di un ciclo (12) e la transizione a un ciclo su un piano superiore (13), immediatamente dopo il completamento del ciclo il primo è il rinnovo.

Dodici come le dodici ere zodiacali di 2160 anni il cui totale dà 25920 anni che è la durata di un ciclo di umanità che si concluderà con la fine dell’era del pesce. Ci sono dodici frasi come le dodici sedi della Nuova Gerusalemme, quattro lati con tre porte ciascuna. Dodici è un numero perfetto, un intero ciclo, una fase di totale purificazione. È il duodenale rappresentato da 4 (punti cardinali) x 3 (trinità) = 12 = 3 (Padre, Figlio e Spirito Santo). La corazza del Sommo Sacerdote portava 4 file di 3 pietre, le 12 pietre corrispondenti ai 12 seggi della Nuova Gerusalemme. Dodici è la chiave per l’iniziazione più alta, il suo ruolo è purificatore.

4 paragrafi. Questo numero indica la stabilità della sua struttura, la solidità della sua sede, è il quadrato, il triangolo appuntito, i 4 punti cardinali, l’allegoria della sfinge (il toro, il volto umano, il leone e l’aquila). Questi quattro paragrafi rappresentano le quattro fasi dell’evoluzione dell’anima, le quattro epoche terrestri (il tempo dell’acqua, della terra, del vento o dell’aria, e quello del nostro fuoco, che finirà in Conflagrazione generale. Quattro come le quattro età dell’umanità (oro, argento, bronzo, età del ferro).

Sono anche quattro operazioni della grande opera alchemica, calcinazione, distillazione, coagulazione e sublimazione, perché una volta realizzato il piano di amore e luce, sulla terra, l’umanità reintegrerà lo stato primordiale. Quattro come numero di lettera del Tetragrammaton divino e quattro come Tetraktis, che invita all’unità (perché 4 = 1 + 2 + 3 + 4 = 10 = 1). Quattro ha in lui tutti i numeri, è il mondo creato, i quattro elementi, il numero della natura.

Ogni paragrafo è strutturato secondo la trinità: Tesi o principio di vita, antitesi o principio di non vita, sintesi o eternità. Questi sono i tre pilastri dell’albero sephirotico, pilastro destro (saggezza), pilastro sinistro (forza) e pilastro centrale (bellezza). È il ternario nell’uomo, il piano fisico, il piano astrale, il piano divino. Scopriamo anche i tre elementi della grande opera alchemica, dello zolfo, del sale e del mercurio.

Tre è il numero della trasformazione fisica (1 + 2 + 3 = 6) e spirituale (1 x 2 x 3 = 6) espressa in ciascun paragrafo. Tre è il corpo, l’anima e lo spirito.

I tre triangoli (luce, amore e potenza) ci danno 3 x 6 letti verticalmente 666, è un vantaggio 666 perché ci insegna la strada.

Se prendiamo questa strada, leggiamo 666 dal punto di vista divino, vale a dire 999 che diventerà 1000, la pienezza, sulla nostra reintegrazione nella Luce Divina.

Tre rappresenta la prima legge dell’universo, che porta in sé i tre principi essenziali della vita. È il simbolo dell’anima, il fuoco che penetra nella materia.

Ciascuno dei 4 paragrafi rappresenta un livello (o mondo) della gerarchia spirituale :

  1. La luce è il mondo di Atziluth, il mondo dell’emanazione è Arich Anpin, la Grande Faccia (kether, hochmah, binah) è il grande volto di Dio (serafino, cherubino, troni). È il mondo degli archetipi, la fonte della creazione.
  2. L’amore è il mondo di Briah, il mondo della creazione, è il triangolo superiore di Zeir Anpin, la Piccola Faccia (gedulah, geburah, tipheret) è il triangolo superiore del piccolo volto divino (dominazioni, virtù, poteri). Il pensiero di Dio è proiettato nel mondo, al fine di materializzarsi lì.
  3. La Volontà (o potere) è il mondo di Yetzira, il mondo della formazione, è il triangolo inferiore di Zeir Anpin, il Piccolo Volto (netzah, hod, yesod), è il triangolo inferiore del piccolo volto divino (principati, arcangeli, angeli). per diffondere la luce o il pensiero così emessi, è necessario usare un modo, è la gerarchia angelica.
  4. La Terra, il Regno di questo mondo, l’umanità, è il mondo di Assiah, il mondo dell’azione, il popolo di Dio, la presenza di Dio (Shekinah). È l’incarnazione che è il sostegno del pensiero di Dio nel mondo e la testimonianza della sua bontà.

I primi tre paragrafi, il primo dell’ordine divino, il secondo dell’ordine morale e il terzo dell’ordine fisico, s’incarnano all’interno della materia, della terra, dell’umanità, per trascenderlo e il divinizzare.

Tornando indietro dal nostro mondo terreno, usiamo le nostre successive incarnazioni per estrarre il sottile dal folto, cioè per liberarci dei nostri involucri della carne, per unire il piano in cui il maestri ascesi, poi da lì, ascendi alla gerarchia angelica fino a riconciliarsi completamente e definitivamente con Dio.

Quindi usiamo la scala di Jacob sulla terra. Il suo vertice è Dio, e i diversi livelli sono rappresentati da: Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Poteri, Principati, Arcangeli e Angeli (i 9 cori angelici).

Ogni frase è posta rispettivamente su un pilastro dell’albero kabbalistico.

Sul pilastro della saggezza, il pilastro destro: troviamo ogni prima frase, che indica dove emana la Luce, l’Amore, poi la Volontà di Dio. Questo pilastro è la saggezza divina.

  • Dal punto di luce nel pensiero di Dio
  • Dal punto di amore nel cuore di Dio
  •  Dal centro dove è conosciuta la volontà di Dio.

Notiamo qui che la nozione di centro, punto, fonte si trova in ogni paragrafo, anche nel 4° che descrive il luogo in cui deve iniziare la ricerca della perfezione. È il pilastro della Saggezza, del non-essere, della fusione in Dio, quello che ispira, anima e guida, è il lato della Luce.

Sul pilastro della Forza, il pilastro sinistro, troviamo ogni seconda frase, che ci parla       della destinazione della Luce, dell’Amore, poi della Volontà di Dio. È la condizione per       chiunque di iniziare l’azione di redenzione dell’umanità.

  • Che la luce fluisca nel pensiero degli uomini
  • Quell’amore scorre nei cuori degli uomini
  •  Che il disegno divino guida la volontà debole degli uomini.

Non ci può essere redenzione senza l’accettazione di Dio nelle forme di luce, amore, volontà o potere, è la consapevolezza, è la porta che si apre. Il piano di redenzione non si applica solo alla nostra civiltà, o pianeta, è universale. Questo è l’asse dell’io, il non realizzato, l’opposizione, è il pilastro del rigore osservare per entrare nella luce. Questo è il lato oscuro, il non concretizzato.

Sul pilastro della Bellezza, il pilastro del Centro, scopriamo l’asse attraverso il quale la Luce, l’Amore e la Volontà di Dio viaggeranno, poiché Kether (la Corona, la fonte della Creazione, il punto di manifestazione della vita dal non-manifesto, la fonte della luce) a Malkuth (il Regno, il mondo fisico, manifestato), passando successivamente da Daath (Conoscenza), Tipheret (Bellezza), Yesod (la Fondazione). È la via del libero arbitrio con cui possiamo entrare in comunione con il divino per essere guidati verso la Luce, la Reintegrazione.

  • Lascia che la luce discenda sulla terra
  • Possa Cristo ritornare sulla terra
  • Il disegno di Dio che gli insegnanti conoscono e servono (le nostre guide).

Attraverso questo pilastro centrale, siamo illuminati sul Piano di Dio e sull’universo gerarchico, scopriamo il piano di evoluzione universale da raggiungere. I maestri ascesi lavorano sullo stesso piano, ma a un livello superiore di perfezione che consente loro di essere liberati dal vincolo materiale del corpo.

Essendo Cristo il capo supremo del nostro universo locale (c’è una moltitudine di universi locali come il nostro), è venuto a cancellare i nostri peccati in modo che, alleviando così il nostro fardello, avremmo preparato l’istituzione del suo regno terreno. Deve tornare per stabilire il “1000 Earth Millennium”(alcuni dicono che questo periodo è interamente simbolico, altri dicono che siamo nel Millennio ora), ma di fronte al Principe nero, Satana, (l’incarnazione del male in questo mondo) che oscura questa prospettiva, dobbiamo pregare affinché Cristo ritorni sulla terra il più rapidamente possibile.

  • Dal centro che chiamiamo la corsa degli uomini
  • Che il piano dell’amore e della luce sboccia,
  • E possa sigillare la porta della casa del male.

Questo quarto paragrafo dell’invocazione deve essere posto interamente sul pilastro centrale, perché riguarda Malkuth, il Regno, noi stessi, qui e ora. Dio ci ha creati a sua immagine, cioè perfetti. Dalla faglia adamica ci incarniamo più volte per lavorare individualmente, collettivamente e planetariamente alla ricostruzione del Paradiso perduto. Le forze demoniache, incarnate dalla materia e tutto ciò che genera perniciosa, sono l’oscurità che cerca di annientare la nostra coscienza, la nostra volontà, la nostra determinazione, la nostra comunione con il divino.

Partiamo dall’impuro, viviamo secondo i precetti divini. Amiamo il nostro prossimo come noi stessi. Siamo esempi viventi della luce, dell’amore e del potere di Dio che risiedono in tutti gli uomini.

Il pilastro centrale, attraverso il quale scorre flussi divini, è il percorso seguito dal principio del fuoco purificatore. Questo canale è l’anima del mondo, il centro dell’universo, il fulcro della ruota cosmica, la fonte della vita in tutta la sua manifestazione, è il sole, il Cristo stesso che pronuncia ogni giorno questa invocazione così per portare la pecora smarrita vicino a lui. Ecco perché dice: e anche :.

La tredicesima e ultima frase:

  • Quella Luce, Amore e Potere ripristinano il Piano sulla Terra.

Significa che quando la Luce (il Padre), l’Amore (il Figlio) e il potere (lo Spirito Santo), sono discesi sulla terra, un nuovo stadio di evoluzione del nostro pianeta sarà attraversato, implicando necessariamente un ulteriore grado nell’evoluzione del nostro sistema solare e, quindi, del nostro universo locale.

Troviamo che questa invocazione riassume da sola il piano della creazione e ci chiede di meditare su di essa. Ogni prima frase definisce il centro di emissione della Vita, rivelato in tre forme. Ogni seconda frase definisce la destinazione, il triplo punto di ancoraggio di questa vita. Ogni terza frase esprime la speranza della manifestazione di questo potere sulla terra in tre modi, nel mondo materiale.  Per quanto paradossale possa sembrare, è solo attraverso l’incarnazione della Luce Divina che la materia può essere divinizzata e quindi l’anima può liberarsi del peso del suo karma, sia esso un karma individuale, collettivo o planetario.

Siamo integrati nel piano universale, quello del ritorno a Dio stesso. L’intero universo è un movimento di ispirazione ed espirazione. Questi due movimenti sono chiamati l’apertura e la chiusura della porta del paradiso. Respirare significa assorbire la forza dell’aria e l’aria è il simbolo del respiro, del non palpabile, dello spirituale, per respirare significa “dotarsi del potere spirituale della vita”. Dotarsi dello spirito di santità affinché l’amore del prossimo possa diffondere la luce che tutte le anime hanno latente dalla creazione del mondo. Tutte le anime sono una cosa sola, quindi, agendo ognuno sulla nostra anima, partecipiamo attivamente al piano di redenzione dell’umanità.

In sintesi, la discesa dell’albero Kabbalistico è il viaggio dell’anima nell’incarnazione materiale secondo 3 stadi, o manifestazione, Luce, Amore, Potere, in ogni essere umano che manifesterà la propria volontà usando il libero arbitrio che Dio ha dato per cancellare il debito karmico dell’umanità.

Fatto questo, ogni individuo, conoscendo il percorso che deve intraprendere, dovrà fare lo sforzo e soprattutto la buona scelta, quella del bene in tutte le cose, per dissolvere il debito karmico generato dalla faglia adamica. Gli uomini hanno poco in comune su questa terra di incarnazione, ma provengono tutti da un’unica fonte e costituiscono un Essere.  L’oscurità copre l’abisso dell’umanità, ma la manifestazione divina brilla lì e non sarà mai assorbita dall’oscurità.

Alcune connessioni interessanti.

Ogni parte della Grande Invocazione si riferisce a una lettera del Santo Nome, il Tetragramma Divino YHWH :

  • Yod, il germe, è la scintilla divina, che emana dal Padre in cielo, che viene in questo mondo per illuminare tutti gli uomini di buona volontà, deve essere cresciuto per partecipare al piano divino. È la luce che dovrà dissolvere l’oscurità.
  • Ehi, è il soffio di Dio, lo spirito, colui che respira la vita nella creazione, rompendo così l’immobilità, è la fase di espirazione, di semi del germe. È amore.
  • Waw, è l’incontro tra il fuoco divino e la materia del mondo creato, la natura umana. È la coscienza del divino in noi, la Volontà di Dio, la sua gloria, l’uomo.
  • Ehi, (il secondo Lui) è il soffio di Dio in materia, è come un chicco di grano che nasce e che darà alla luce un’altra spiga di grano. L’azione dell’evoluzione così creata può essere considerata come il movimento di ispirazione di Dio, perché è il punto di partenza della nostra ascesa al divino. È il secondo seme, la scintilla divina in noi. Essere ispirati da Dio è essere impregnati di Dio, essere in contatto con la fonte di tutta la Vita.

Il fuoco della luce, dell’amore, del potere, è la Schin, è la quinta lettera che scende sulla terra per ricostituire l’uomo primordiale, concepito dall’eternità in memoria del Padre.  È l’incarnazione della Parola, è “Yod, Hey, Schin, Waw, Hey”, GESÙ.

Il fuoco divino, la Schin, viene da Dio e deve fertilizzare l’anima umana.

Le tre lettere madri dell’alfabeto ebraico sono Aleph, Mem, Schin, che corrispondono rispettivamente all’Anima, il Corpo e lo Spirito:

  • Aleph, l’anima è la pietra grezza che deve essere scolpita, squadrata, modellata, è la materia prima dell’opera che contiene il principio di vita, è l’essere alla ricerca del verità.
  • Mem, il corpo è la materia che racchiude il vivente, il luogo dell’incarnazione, il denso che deve morire così che il sottile rinato.
  • Schin, lo spirito, il fuoco che anima la materia e produce così la vita.

Alcuni dubitano che possa, un giorno, realizzare sulla terra il Paradiso perduto, perché dubita che sia mai esistito. Basterebbe approfondire le opere scritte da Jean Phaure “Il ciclo dell’umanità adamica”, così come “Le porte del Terzo millennio”, per capire che non si tratta di una teoria stravagante ma di una un futuro prossimo in corso. È da qui in basso, dal centro chiamato “La razza degli uomini” che deve essere intrapreso il lungo viaggio di realizzazione degli esseri. Ma per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo combattere:

  • orgoglio. L’orgoglio è il drago che combatte contro il Padre, l’oscurità contro la luce. Gli uomini credono di essere padroni del mondo e degli elementi, non riconoscono più il loro vero Padre. Creano e fabbricano macchine infernali che uccidono, schiavizzano gli umani, distruggono la natura, intrappolano tutti i popoli, ricchi e poveri, in dipendenza. Pensano di essere degli dei, bestemmiano contro il creato, fraintendono in infinite teorie scientifiche lontane dalla loro visione, il Dio della luce e dell’amore che li ha generati. Negano il loro stesso Padre, Dio stesso.
  • lussuria. La lussuria è la bestia del male, acque infernali che annegano nella materia, è la lotta contro il Figlio, contro l’amore del prossimo. L’amore per le ricchezze materiali del mondo e ciò che forniscono farà precipitare l’umanità in lotte sempre più implacabili ai profitti. I ricchi stanno diventando più ricchi e i poveri stanno diventando più poveri. Alcuni perché mettono sotto il loro giogo interi popoli, gli altri perché sono considerati come una posta in gioco tra paesi ricchi e non possono più avere diritto alla minima libertà, se non quella di subire il potere e la dipendenza del popolo, nazioni ricche. Queste nazioni povere sono molto spesso teatro di guerre che finanziano volontariamente i paesi ricchi per sfruttare o semplicemente per essere in grado di mantenere lo sfruttamento della ricchezza naturale (minerali, petrolio, pietre preziose, ecc.).
  • Pigrizia. E’ la pigrizia che è la bestia della terra, perché solo il coraggio permette una lotta spietata contro l’errore spirituale. È una scelta data a noi nella vita, camminare verso Dio con la Luce come obiettivo, Amore e Intelligenza come supporti.

Ne siamo consapevoli spesso quando le devastazioni dell’orgoglio, della vanità, della lussuria e della depravazione umana ci allertano sulla necessità di distaccarci dal mondo fisico e materiale e di pregare Dio per riportare gli uomini alla ragione. Siamo, più in generale, più creativi del male che del bene. L’amore per gli uomini e per la creazione è molto spesso solo una facciata o un terreno sul quale coloro che vogliono imporre il proprio potere competono per il potere. È sufficiente vedere tutte le sette che proliferano, distraggono e schiavizzano psicologicamente persone sincere e buona volontà.

È nel silenzio dell’essere che risiede tutto il potere di Dio, perché è nel silenzio dell’anima che comunichiamo con Lui. Il Dio del nostro cuore è anche la nostra coscienza. È la trama divina che dimora in noi, che determina i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.

Quando ci rifiutiamo di ascoltare ciò che la nostra coscienza ci dice, non siamo d’accordo con le leggi di Dio. Nel voler fare la nostra volontà, commettiamo sacrilegio o blasfemia contro il nostro creatore. Ci stiamo allontanando dalla nostra fonte e, a poco a poco, stiamo perdendo il contatto con Lui. Solo l’ascolto della nostra coscienza può preservarci dall’oscurità, solo la nostra fede in un Dio di amore e luce può aprire i nostri cuori prosciugati dalla materia, solo le nostre azioni in questa direzione ci porteranno sul sentiero.