Cavalleria celeste

Le conoscenze dei saggi di Atlantide venivano trasmessi nei secoli esclusivamente da bocca ad orecchio ai soli meritevoli dal cuore puro. 

Nei secoli gli ultimi saggi sciamani rimasti divennero eremiti ed entità, scelsero di dimorare su alte montagne tra le quali l’Himalaya ed il Tibet. Luoghi nei quali venne tra l’altro iniziato dai Magi il giovane Yeshua. 

I re Magi erano un persiano, un cinese e un etiope e i loro veri nomi erano Mensor, Saïr e Théokéno. Solamente dal VII secolo compaiono i nomi di Melchior, Gaspard e Balthazar, che corrispondono anche ai loro comportamenti. 

Melchior, l’anziano di razza bianca è il chaldéen Mensor, ed il suo nome significa «colui che si avvicina con dolcezza accarezzando». 

Saïr, il nero, è Balthazar che significa «colui che unisce la sua volontà a quella di Dio». 

Théokéno, il giallo, è Gaspard che vuol dire: «colui che cammina nell’amore». 

Quando, durante la prima crociata, Goffredo di Buglione o di Bologna, venne in contatto con dei membri di questa confraternita di cavalieri iraniani invincibili, in quanto guidati da entità, da maestri invisibili, una cavalleria celestiale, capì subito che erano molto più avanzati di loro. Infatti, grazie ad un aiuto superiore, unito alle conoscenze orientali, erano motivati e invincibili in quanto lo facevano per una causa e non per potere o interesse. Tramite l’uso della carta pergamena, introdotta dalla Cina, facevano circolare il verbo, il messaggio, con grande velocità e il proselitismo era rapido ed evidente. 

A quel tempo molti Principi o regnanti d’Europa erano ancora analfabeti. Aprirono la prima università a Cordoba in Spagna e poi a Toledo, le nostre prime università arrivarono solamente molti secoli dopo. Erano i leader dei commerci, tramite le vie della seta, avevano conoscenze molto avanzate. 

Il vecchio della montagna era un’entità guida, con la quale si poteva entrare in risonanza tramite le tecniche di alterazione di coscienza e di presenza all’istante, non facendosi influenzare dalle emozioni e dalla mente che mente, beneficiando del contributo animico e alchemico di tutti gli universi: minerale, vegetale, animale ed umano e dei 4 elementi, la tecnica per ritornare all’unità e all’androgino. 

Questa era una cavalleria celestiale (da non confondere con la setta degli assassini), di fede islamica e praticante il culto della madre, Notre Dame, Allah (vedasi la simbologia presente nella basilica di Santa Sophia ad Istambul). 

Questi discepoli sufi conoscevamo e maneggiavano con disinvoltura le scienze, l’alchimia e le tecniche di traslazione di coscienza e da qui nacque probabilmente il sigillo del doppio cavaliere bianco e nero sullo stesso cavallo, il cavaliere era la medesima persona… Rientrando in Europa, rispolverando le conoscenze giovannite e le parole dell’arcangelo Gabriele che annunciò le due religioni, cristiana e mussulmana, vedasi il Bap-homet (Baptiste+Mahomet), informarono i nobili franchi delle famiglie aristocratiche che già conoscevano queste teorie. Di comune accordo, dei giovani aristocratici, guidati da Hughes de Payns, informato il Santo Padre, consci del pericolo che stava correndo l’Europa per una molto probabile invasione islamica, si spossessarono di tutto e partirono per una missione divina. 

Giunti in Persia ed in Terra Santa, si misero a lavorare fianco a fianco con questi cavalieri motivati da entità celestiali, per ovviare la presa di potere della parte islamista radicale che stava prendendo sempre più potere. Questi fondamentalisti, bramanti di potere, fecero sequestrare tutte le copie del Corano nella sua prima versione gnostica e le fecero bruciare o murare in luoghi sicuri. 

Questo fu dimostrato quanto, nel xx secolo, durante i lavori di ristrutturazione in una moschea, rompendo una volta, i muratori trovarono molte copie del Corano in versione ben differente da quella odierna. Questo dimostra il deragliamento del potere temporale e spirituale, che predicato e riunito sotto una volontà religiosa, porta al potere ed al controllo dei popoli ed all’ignoranza. Come tutti ben sapete questo avvenne per l’islam, per l’ebraismo e per il cristianesimo… Quello che scoprirono i 7 cavalieri che si fermarono quasi dieci anni in Terra Santa, nonostante fossero molto giovani, fu la conoscenza gnostica dei figli della luce, che non aveva bisogno di dei o di supporti, bastava meditare ed entrare in contatto con la propria coscienza per risvegliare la propria parte divina. 

Rientrati in Francia, il Papa in fretta e furia, su suggerimento di San Bernardo, che ai tempi aveva circa 27 anni, riconobbe all’Ordine dei poveri Commilitoni di Cristo lo status sovranazionale. Per chiarirne la trasmissione sino ai giorni nostri, bisogna precisare che La Carta di Jean Larmenius fu un’allegoria, un mito creato ad hoc per consentire la transizione a seguito della Sospensione dell’Ordre du Temple, allegoria oppurtunamente organizzata per opera del Prieurè de Sion, nel frattempo ritornato nella discrezione dal 1188 a seguito della disfatta subita ad Hatin nel 1187. Infatti, come ben riportato dalla storia, nel 1308 al Concile de Vienne il filosofo, teologo ed alchimista Raymond Lulle, fece un anatema, o nodo karmico, ai responsabili della caduta dell’Ordre du temple. 

A quel punto, dopo la morte di Papa Clemente V, il 7 agosto 1316, il suo successore fu Jean XXII. E nel 1318 il Re Jean del Portugal, creó l’ordre du Crist, il vero e riconosciuto successore dell’Ordre du temple. Nulla è per caso! La luce che viene da oriente, la via del cristico, la via della luce divina, i figli della luce. 

Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da Gloriam

Bibliografia: 

Atlantide prieuré de Sion e cavalieri del tempio

L’esoterismo islamico

Sufismo ed esicasmo

 

Autore: Francesco Garruba (Drakonero)

Guarigione e canalizzazione per ritrovare benessere attraverso la spiritualità.

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