San Giuseppe: umiltà e dedizione

San Giuseppe porta con sé un importante significato emotivo ed educativo. Oltre a essere il padre di Gesù, è l’emblema del passaggio da patriarca a un’autentica figura paterna: si prende cura, come fosse suo, del figlio di sua moglie sposata vergine, lo protegge in Egitto, lo riporta in Galilea e, forse, gli insegna anche il suo mestiere. E, quando non ha più nulla da dargli, lo lascia andare per la sua strada. È l’emblema dell’umiltà e della dedizione.

Umiltà e dedizione.

Molte persone associano la parola devozione alle affiliazioni spirituali, ma la devozione va oltre i legami spirituali. È una nobile virtù necessaria per vivere una vita compieta. È ciò che spinge le persone ad agire ed essere disposte a dare il cento per cento per raggiungere il loro obiettivo mettendo da parte il guadagno personale e il riconoscimento. Essere devoti è la volontà di fare tutto il necessario per adempiere e proseguire con una responsabilità. Potrebbe anche non essere ciò che ci piace di più, ma essere devoti significa che lo farai a prescindere.

La devozione è un impegno o una dedizione a qualche scopo. È un profondo senso di amore, lealtà o entusiasmo per una persona, un’attività o una causa. 

È considerato una componente essenziale per raggiungere il proprio scopo nella vita. È una virtù che richiede energia oltre che sforzo fisico e intellettuale. È una virtù che ha reso uomini e donne grandi leader.

Ognuno di noi proviene da un background diversificato e vario ed è stato dedicato a qualcosa in un momento o nell’altro che potrebbe aver fornito un significato momentaneo in una vita personale o professionale. Ad esempio, le attività accademiche, gli hobby, il lavoro di filantropia o persino la costruzione di buone relazioni, a cui vale la pena dedicare tutte le cose.

Ma essere devoti a qualcosa a lungo termine richiede passione, amore e senso di umiltà. L’amore ti permette di donarti attraverso sentimenti, pensieri e azioni. Quindi, la devozione comporta donare a te stesso lealmente e con profondo affetto. 

Essere devoti fa parte della crescita e del trascendere al livello successivo.

Due condizioni rendono possibile essere dedicati a qualcosa: il possesso di un solido insieme di credenze e la fedele adesione a tali credenze. Affinché la devozione sia efficace, ci deve essere persistenza con uno scopo. La devozione è difficile da praticare, ma ciò non significa che non possa essere fatta. Nonostante ciò, quando si ha un sistema di credenze a cui sono fedeli, diventa più facile impegnarsi.

Prima di essere devoti a qualcosa o a qualcuno, è importante distorti le tue paure. La paura è una reazione normale agli impegni soprattutto quelli che ne hanno bisogno per dare molto, come il matrimonio. Anche così, la paura può significare che è necessario dedicare più tempo a pensare a quale impegno per un particolare obiettivo o persona richiederà loro e se sono pronti per questo.

Molte volte, gli esseri umani non hanno la piena coscienza del loro posto e della loro missione nel mondo, la dimensione della loro esistenza e il loro scopo qui sulla Terra. 

In tempi moderni mentre cresceva il suo orgoglio di essere un’entità razionale e libero, l’uomo perse la sua comprensione reale e profonda e la sua vera libertà. Il materialismo ateo che prevale oggi è solo una conseguenza del posizionamento sbagliato dell’uomo nel mondo in cui vive e a Dio, che egli rifiuta.

Ciò che la maggior parte delle persone di solito pensa come potere è in realtà un accumulo di aspetti effimeri privi di valore autentico. In realtà, il vero potere dell’uomo non ha nulla a che fare con il livello del suo controllo, sociale o materiale, non significa né ambizione o orgoglio, né inimicicità, né dominazione esacerbata, ma trova invece il suo posto accanto alla modestia, alla temperanza, alla gentilezza, alla tolleranza, all’amore e alla compassione. Egli è veramente potente l’uomo che domina se stesso (e non quello che domina gli altri), l’uomo che resiste alle tendenze all’esaltazione, quello che è giustamente posto nella vita e padroneggia pienamente i suoi attributi spirituali, l’uomo che adempie alla legge scritta nella sua natura e nel suo destino, e che non trema affatto per la morte, ma trema solo per la grandezza di Dio.
Di tutte le speciali qualità spirituali che indicano la crescente vicinanza alla nostra essenza interiore, e quindi alla perfezione, l’umiltà risplende, insieme all’amore, come un grande gioiello nella corona di un
re. Per quanto difficile possa essere raggiungerlo, è desiderato e amato da tutti i cercatori spirituali intuitivi, elevati e autentici. Richiede, prima di tutto, un’integrazione divina degli elementi della personalità dell’essere nella pienezza universale del Macrocosmo. In latino, l’umiltà nominale (umiltà) è strettamente correlata all’umiliazione aggettivale (che può essere tradotta come “umile” ma anche “sul terreno”, “nel terreno” o “giù”) ed è anche correlata al termine humus (terra). L’umiltà è definita come una qualità con cui una persona, avendo in vista le proprie colpe, ha una modesta opinione di se stessa e obbedisce volentieri a Dio, ma anche – saggiamente – agli altri, per il bene di Dio.

Oltre ad essere l’appannaggio dell’uomo debole e impotente, come alcuni circoli occulti devianti vogliono implicare attraverso la sua erronea associazione con la nozione di umiliazione, che in realtà si riferisce ad azioni degradanti, con le quali l’essere umano è degradato, l’umiltà è, al contrario, una caratteristica benefica ed essenziale dell’essere umano potente, trasformato e consapevole che vive l’ineffabile mistero della comunione interiore con Dio.

Molti sono erroneamente persuasi che questa virtù sia apparsa nella storia della vita spirituale contemporaneamente al cristianesimo, i cui apologeti affermano che senza umiltà, l’opera efficiente della grazia divina e della fede non può manifestarsi, non ci può essere fede perfetta, preghiera adeguata e pia, completo ritorno a Dio né una costante perseveranza nel bene. Tuttavia, tutte le tradizioni spirituali e tutti i grandi saggi, in ogni momento, affermano che la perfezione spirituale non può essere raggiunta senza il risveglio e l’approfondimento della virtù spirituale dell’umiltà.

Nell’ebraismo, ad esempio, si dice che devi prima superare il tuo orgoglio e il tuo desiderio sessuale egoistico, perché solo allora troverai umiltà, e con esso scoprirai anche una profonda pace divina interiore. Secondo il Corano, la parola “islam” denota umiltà, il raggiungimento e l’approfondimento della pace di Dio, essendo questa l’unica e vera religione degli arabi. In questo senso, il versetto XIX, aforisma 3, afferma: “Agli occhi di Dio, la vera religione è in realtà una grande umiltà (Islam)“. Nell’induismo, si dice spesso che l’amore genuino, edificante verso Dio, può essere infuso solo nel cuore degli umili, che è completamente distaccato dai desideri effimeri o materiali. L’umiltà o l’umiltà è una delle virtù cristiane più ammirevoli e importanti, essendo chiamata nella verità, fondamento di tutte le altre.

Così, ad esempio, la piena fede in Dio è l’umiltà della mente; l’obbedienza è l’umiltà della volontà; e il pentimento sincero è l’umiltà delle lussuria e delle passioni.

L’umiltà è la virtù attraverso la quale l’aspirante autentico si rende pienamente conto che è da Dio che ha ricevuto tutti i suoi doni e buoni attributi, e quindi non si vanta mai di loro. Più è pervaso dal grande merito divino della sua natura e dall’altezza divina della sua chiamata, più saprà apprezzare i doni dati da Dio al prossimo. Riconosce anche sia le sue debolezze che la sua dipendenza da tutto e da tutto Dio, vedendo sia nella propria esistenza che in tutte le manifestazioni del mondo fenomenale, le varie espressioni della volontà divina giusto e onnipotente.

Le dottrine spirituali tradizionali chiedono tutte, quasi all’unisono, la rinuncia all'”Io” (in realtà all’ego) e alla “mia”, che diventano relativi e illusori in relazione al Supremo Io Immortale (ATMAN) e all’onnipotente volontà
divina. Essendo profondamente consapevole dei limiti del suo meschino ego, l’essere umano umile, sincero e aspira a conoscere la sua vera natura, gli intuiti così esaltati, l’incessante presenza misteriosa di Dio nel suo universo interiore, così come nelle più piccole azioni che compie e quindi permetterà al Divino di manifestarsi liberamente nel suo essere e attraverso il suo essere, diventando così un relè sui generis di manifestazione di Dio in questo mondo.

Il fuoco profondamente purificante dell’abnegazione che viene innescato dall’umiltà consuma così le imperfezioni dell’essere limitato, permettendo alla Scintilla Divina nell’uomo (ATMAN) di brillare senza gloria, spingendolo allo stesso tempo da finito a infinito, dalla potenzialità all’agire, dall’aspirazione alla realizzazione
spirituale. Egli poi intuì che egli è una piccola parte della divina pienezza macrocosmica, e che il Tutto si riflette costantemente in Lui, ed è per questo che cercherà di sottomettere la sua volontà egotica e limitata, all’infinita volontà onnipotente di Dio Padre. Così facendo, sarà stupito di conoscere lo stato di libertà assoluta di cui Dio gode nell’eternità.

Perché un essere umano vada sempre sulla via dell’umiltà, bisogna avere una grande forza interiore, espressione di esperienza ai livelli più alti del suo essere. L’uomo che cammina costantemente su questa strada, non solo non restringe l’orizzonte della sua vita, come potrebbe sembrare al superficiale e all’ignorante, ma si trova anche su un piano da cui il mondo e la sua vita, tutta la sua esistenza, acquisiscono un aspetto completamente diverso. L’umiltà è uno dei modi privilegiati in cui l’uomo si rende conto del suo vero stato di essere (al di là delle maschere e delle facciate che “tagliano una bella figura”) e dello scopo della sua esistenza. L’umiltà mette così l’uomo al servizio di qualcosa al di sopra di se stesso. Con umiltà, l’uomo non si abbassa, non si rovina, ma si alza, si trasforma e si costruisce. La via dell’umiltà è un modo semplice e umano di buon senso, che allo stesso tempo è innocente e libero da qualsiasi perversione. Attraverso di essa capisci davvero che l’ego non ha nulla di essenziale da offrire e che il sincero riconoscimento delle proprie debolezze è la prova indiretta di una vera forza profondamente trasformante.

A prima vista, può sembrare che l’umiltà crei uno stato passivo privo di motivazione, ma in realtà l’umiltà non è né solo passiva, né solo attiva, eppure agisce prontamente, con molta più facilità, perché non c’è nessun altro e nulla per resistere alle azioni giuste e divinamente integrate.

L’umiltà è e rimane l’appannaggio dei forti. L’umiltà è un atteggiamento profondamente nobile, dignitoso, elevabile, ineffabile, divino. Significa, tra le altre cose, il riconoscimento profondo e sincero del valore dell’altro e della sua accettazione, specialmente quando è – ovviamente – di gran lunga superiore al proprio valore, un aspetto che richiede sempre discernimento spirituale.

Questa virtù è, allo stesso tempo, una forza morale unica, sulla strada sulla quale l’uomo si dimostra molto forte, non in questo mondo di contingenze, del tempo, ma specialmente nel mondo
spirituale.

La vera umiltà deve davvero partire dal cuore, essere sinceri, altrimenti la sua mimazione è ipocrisia e orgoglio mascherato; deve anche essere combinato con il vero onore e amore di Dio e con la piena fede in Dio, altrimenti è solo una debolezza e, ultimo ma non meno importante, è necessario che si manifesti con i fatti ed sia stabile in ogni circostanza, altrimenti non ha alcun valore morale. 

L’essere umano che ha risvegliato lo stato di umiltà e lo vive pienamente nel suo universo interiore, manifesta una costante obbedienza a Dio e sente uno stato spontaneo di gratitudine per tutto ciò che viene da
Lui. La pace della sua anima rimane indisturbata, perché trattiene sempre il suo slancio per vane lodi e venerazioni. Un tale essere riconosce facilmente i suoi errori e si pente per i suoi peccati, che poi cerca di correggere il prima possibile. Umiltà significa anche superare, è crescita, ascensione, rafforzamento interiore divino. Può sempre essere contato come una delle grandi forze divine che l’uomo possiede per la formazione della sua personalità superiore e per l’immediato guadagno della Verità Divina Suprema. Un’altra conseguenza che viene da qui è l’acquisizione e la sperimentazione della completa libertà. L’uomo ascolta e poi fa tutto solo dopo gli imperativi morali che sono anche divini. Nulla lo tocca e nulla lo costringe ad agire diversamente dall’effetto di osservare la Divina Volontà e le leggi dell’umanità – vera stima, amore, giustizia e perfetta tolleranza al prossimo essendo altre caratteristiche specifiche dell’essere veramente umile.
L’umiltà genera la divina pace interiore.

La bontà divina e l’amore inondano l’intero essere di quello umile. La sua anima pura è allora proprio come una finestra aperta alla luce divina dello spirito. Il passato e il futuro perdono la loro attrazione magnetica per lui, e la sua attenzione viene attirata spontaneamente, quasi senza sforzo, sull’esperienza del Momento Presente, verso qui e ora. Un tale stato plenario di umiltà scaccia tutto ciò che è falso e quindi rivela e dà vita ai veri poteri divini che si innescano nell’uomo. Le persone che vivono sempre nell’umiltà hanno un aspetto molto semplice e il loro essere irradia bontà, buon senso, compassione e umiltà. La loro immagine è calma, il loro sguardo è aperto come il giorno; sono completamente schiere, sincere, miti e dirette, e quando parlano, le loro parole ponderate provengono da una saggezza e semplicità un po ‘sobrie ma solide. Una persona così umile incontra le difficoltà della vita senza opporsi alla resistenza ostinata. Usa spesso il suo potere per avere successo in tutto ciò che fa del bene e in modo divinamente integrato. Non agisce per crearsi un’identità attraverso tutto ciò che fa, ma semplicemente perché in realtà ritiene che sia un test che deve poi affrontare. Allo stesso tempo, l’approfondimento dell’umile Stato assicura all’uomo l’acquisizione di un accumulo di grandi qualità, per essere umile, è anche puro, privo del desiderio di possedere, disposto a fare sacrifici benevoli, attratti dalla Verità, pieni di abnegazione e saggezza.

L’umiltà dà anche la straordinaria capacità di imparare molto rapidamente dagli errori degli altri, e soprattutto dai propri, una disponibilità che finora è accessibile solo a coloro che hanno raggiunto un certo grado di saggezza. È l’umiliazione che permette all’essere umano di guardare oltre l’ego, ammettendo così i più piccoli errori e assumendoli con grande onestà e responsabilità.

L’umiltà dà anche la capacità di vedere e giudicare tutto nel modo più oggettivo, divinamente ispirato e corretto possibile in un modo che assomiglia in qualche modo al punto di vista di Dio. 

I mezzi più semplici che abbiamo per risvegliare e dinamizzare questa virtù divina sono: la preghiera quasi permanente per ottenere l’aiuto di Dio in questo senso; ricordando l’insegnamento sacro e l’esempio della vita dei grandi maestri spirituali del pianeta; e, ultimo ma non meno importante, la vera e profonda conoscenza di se stessi, perché chi conosce bene e correttamente se stesso, e conosce sia le sue buone qualità e debolezze, sia le sue apparizioni appassionate, e ha la volontà di padroneggiarle, eviterà prontamente le azioni malvagie e sarà in grado di perseverare sempre di più nel fare buone azioni.

I saggi ritengono che il segreto essenziale dell’umiltà non sia immaginare quanto sei grande, ma piuttosto quanto sei piccolo, non essere coinvolto con tutto ciò che pensi di meritare e che dovresti avere, ma piuttosto essere molto contento e grato per ciò che hai già. La vera umiltà deriva dalla perdita consapevole, fortemente assunta, dell’interesse per tutte le tentazioni offerte dall’ego. Mirare sempre di più, anche con fervore e perseveranza, all’assimilazione e all’amplificazione dello stato di umiltà significa, prima di tutto, aspirare costantemente alla devozione, all’amore infinito, alla saggezza e soprattutto a Dio.

Ma quali sono le tendenze interiori sfavorevoli che ci impediscono di essere umili e modesti? 

La sfortunata tendenza contraria all’umiltà è l’orgoglio o l’egoismo, cioè l’ansia di considerarci incessantemente e prevalentemente sopra tutti gli altri. È qui che iniziano molti altri impulsi malvagi, che impediscono allo stato di umiltà di crescere e di essere portato a compimento nel nostro essere. Tali mali sono: egoismo, voglie nocive incontrollate, invidia, ecc. Immergono l’essere umano nell’oscurità egoistica dell’individualismo e della separazione dal suo vero Sé (ATMAN), ma anche dal popolo buono, saggio e giusto. Il culmine del male è, tuttavia, la giustificazione incessante di tutti i peccati che sono stati commessi, che provengono dal vanitoso orgoglio di farla sempre franca e di fare gli innocenti. I saggi dicono anche che mentre l’orgoglio causa la morte di tutte le virtù, l’umiltà o l’umiltà causa la morte dei peccati e dà vita a tutte le virtù. Allo stesso tempo, è necessario sapere che la conoscenza senza umiltà porta all’orgoglio e all’umiltà senza saggezza può portare ad alcuni difetti e persino alla stupidità. Essere umili non significa svasare immediatamente nessuno e accettare nulla. L’umiltà non deve mai essere scambiata per vigliacco servilismo, per docilità letargica o obbedienza cieca e incondizionata, che in realtà è stupida e priva di significato. Si dice che per alzarsi bisogna saper piegarsi. Docilità significa, infatti, piegarsi, ma senza sentire contemporaneamente la voglia di erersi al di sopra degli altri. Ciò deriva dalla debolezza, dall’incapacità, dalla paura di essere perseguitati, eccetera. Molto spesso, la docilità è un comportamento inconscio. L’atteggiamento della falsa devozione, il fatto di essere sottomessi sono spesso erroneamente confusi con l’autentica umiltà, anche se non è affatto così.

Per una “umile cogitation” è necessario rimanere sempre con la mente nel cuore, dicono i Santi Padri, e se l’essere umano è in qualche modo caduto in tentazione dall’orgoglio della sua mente, può superarlo solo con la virtù che vi si oppone, che è l’umiltà.

Ecco perché l’umiltà è alla base di tutte le virtù reali e divine. Una rivelazione importante (intimamente correlata alla Legge della Risonanza Occulta) sulla quale spesso abbiamo bisogno di riflettere nella realtà, gli stati di umiltà che stiamo vivendo sono sempre l’espressione di un processo di risonanza occulta con la sottile energia dell’Attributo Divino dell’Umiltà Divina, la cui frequenza di vibrazione non
cambia mai.

È essenziale ricordare che la sublime energia sottile dell’Attributo Divino dell’Umiltà Divina è infinita, e quando nell’universo di un essere umano si incontrano le condizioni specifiche affinché un processo di risonanza occulta avvenga con questa energia divina, viene ricevuto o, in altre parole, si innesca nel Microcosmo dell’essere umano, e poi appare lo stato di umiltà o, in altre parole, è sperimentato (direttamente proporzionale alla sottile energia sublime che innesca lo stato di umiltà e che si accumula nell’aura).
Ciò che accade allora è, per analogia, qualcosa di simile alla ricezione e alla cattura di una particolare stazione radio non appena la nostra radio è precedentemente sintonizzata sulla frequenza di vibrazione specifica e precisa di quella stazione di trasmissione. Non appena il passaggio alla frequenza di trasmissione della stazione radio esistente viene precedentemente realizzato con precisione attraverso la nostra radio (che funziona in modo ottimale ed è anche collegata a un’adeguata fonte di energia fornita dalla potenza elettrica che fornisce l’elettricità necessaria), diventa immediatamente possibile percepirci, esattamente sulla frequenza di vibrazione di quella stazione di trasmissione, la trasmissione ininterrotta di quella stazione radio, che possiamo sentire per tutte le ore che vogliamo. Questa significativa analogia ci aiuta a capire come appaiono i misteriosi stati di umiltà e vengono poi vissuti nel nostro universo interiore. Questi stati sono, come abbiamo dimostrato, l’espressione manifesta di un processo di risonanza occulta con la sublime energia sottile dell’Attributo Divino dell’Umiltà Divina. La frequenza specifica di questa sottile energia divina caratteristica di questo attributo divina non cambia mai, così come la caratteristica e distinta frequenza di vibrazione di un certo trasmettitore radio rimane sempre la stessa, o in altre parole, non cambia mai. Questo aspetto analogico ci aiuta a cogliere intuitivamente il misterioso processo di risonanza occulta che si verifica nell’universo dell’essere umano (in determinate condizioni) con la sublime energia sottile dell’Attributo Divino dell’Umiltà Divina, che viene poi ricevuto, innescato nel Microcosmo dell’essere umano, e che genera lo stato di umiltà che si sperimenta come tale, con un’intensità proporzionale al piccolo, medio o grande accumulo di sublime energia sottile di questo Attributo Divina.

L’umiltà e la dedizione sono delle conquiste e lungo la strada che percorriamo per il perfezionamento e l’evoluzione della nostra anima, ci imbattiamo quotidianamente a piccole infidie che ci feriscono e ci fanno cadere. La vera forza è sapersi rialzare ancora una volta. Focalizzare i propri errori e ripartire verso gli obiettivi preposti. E se poi avete la fortuna di incontrare lungo la via un Maestro spirituale, ascoltate il Silenzio delle sue parole e affidatevi.

Autore: Francesco Garruba (Drakonero)

Guarigione e canalizzazione per ritrovare benessere attraverso la spiritualità.

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