Rito d’iniziazione.

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Il rito d’iniziazione è ricorrente nella cultura letteraria ed esoterica.  E’ un complesso di pratiche e cerimonie attraverso le quali un individuo passa da una condizione a un’altra, o assume particolari poteri e privilegi. Circoncisione‎, avulsione degli incisivi, scarificazione, battesimo, Pidyon haben, punciuta, etc. sono rituali iniziatici che decretano la nuova condizione. Ed è assistendo a un’iniziazione che mi sono chiesto: è davvero il Divino che scende sull’iniziato o solo condizionamento?

Nelle sette, le tecniche di suggestione sono fondamentali nel reclutare nuovi adepti.  La manipolazione psic
ologica non ricorre quasi mai a metodi costrittivi in forma esplicita. I responsabili delle associazioni o sette, individuano le debolezze delle persone e offrono possibilità allettanti per risolvere i loro problemi.  Nei neo-adepti risalta sempre la sensazione di aver trovato finalmente una guida che ha poteri e conoscenze singolari e che li potrà aiutare a risolvere i problemi, siano essi di natura esistenziale, psicologico e materiale.

In massoneria non s’individuano le debolezze, ma si scandagliano le potenziali virtù del neofito e gli sarà indicata la via del Conosci te stesso. Ciò gli permetterà di ridestare – se non di scoprire – i processi assopiti d’introspezione e assimilazione interiore.  Un’educazione alla meditazione che, rimosso il velo delle superstizioni e dogmi religiosi, permette di vedere in profondità e insegna a vivere in armonia con se stessi e gli altri, fuori e dentro il Tempio. E’ come se si aprisse una strada che porta l’attenzione dalla mente al cuore, toccando l’anima e lo spirito.

Tornando alla mia domanda,  ho compreso che non è il Divino a scendere sull’iniziato, ma è l’iniziato che sale verso il divino, perché Egli è già in noi.  Il rito d’iniziazione è solo un momento, di morte e rinascita, che ti pone davanti alla scritta del Tempio: Conosci te stesso.  Solo attraversando il Tempio, lungo la via verso la Verità, conoscerai te stesso e potrai vedere con occhi divini ciò che l’uomo, il profano, non vede.

® Riproduzione consentita con citazione della fonte.

Louis-Claude de Saint-Martin

“I poteri divini dell’Azione vivente in noi, tendono niente meno che ad aprire il nostro centro interiore della nostra anima a tutti i “fratelli” passati, presenti e futuri, per stringere, tutti insieme, il Patto col Divino, e finalmente schiuderci tutti i tesori spirituali e naturali sparsi in ogni regione; e restituirci, per così dire, l’Azione delle cose. In questo mondo ci sono tanti uomini senza intelligenza, proprio perché ce n’è sono pochi che lavorano a diventare realmente capaci d’Azione. Con l’irrompere dello Spirito Universale in noi, e con lo slancio del nostro Spirito, che possiamo arrivare ad essere capaci d’Azione. Con questo slancio abbandoniamo ogni principio dei gusci, quelli che ci permettono di manifestare le sue proprietà, slancio che opera in noi quello che il ‘soffio’ opera negli animali, o quello che l’aria opera nella natura.”

Louis-Claude de Saint-Martinmichelangelo_adao

Spinoza e Dio

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La concezione di Dio come ordine geometrico dell’universo mette Spinoza in antitesi a ogni forma di finalismo. Secondo Spinoza ammettere l’esistenza di cause finali è un pregiudizio dovuto alla costituzione dell’intelletto umano. Gli uomini ritengo tutti di agire
in vista di un fine, cioè di un vantaggio o di un bene che desiderano conseguire. E poiché trovano a loro disposizione un certo numero di mezzi per conseguire i loro fini (per esempio, gli occhi per vedere, il sole per illuminare, le erbe e gli animali per nutrirsi ecc.) sono portati a considerare le cose naturali come mezzi per il raggiungimento dei loro fini. E poiché sanno che questi mezzi non sono stati da loro stessi prodotti, credono che siano stati preparati per loro uso da Dio. Nasce così il pregiudizio che la divinità produca e
governi le cose per l’uso degli uomini, per legare gli uomini a sé e per essere onorata da essi. Ma, dall’altro lato, gli uomini osservano che la natura offre loro non solo agevolezze e comodità, ma anche disagi e svantaggi di ogni genere (malattie, terremoti, intemperie ecc), e credono allora che questi malanni derivano dallo sdegno della divinità per le loro mancanze nei suoi riguardi. Da tali pregiudizi ci si può liberare solo con la matematica che ha mostrato agli uomini la visione antifinalistica delle cose.

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Cagliostro

“Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo, al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza e se mi immergo neImage27l mio pensiero rifacendo il corso degli anni, se proietto il mio spirito verso un modo di vivere lontano da colui che voi percepite, io divento colui che desidero. Partecipando coscientemente all’essere assoluto, regolo la mia azione secondo il meglio che mi circonda. Il mio nome è quello della mia funzione e io lo scelgo, così come scelgo la mia funzione, perché sono libero; il mio Paese è quello dove fermo momentaneamente i miei passi. Mettete la data di ieri, se volete o riuscendovi, quella di domani o degli anni passati, per l’orgoglio illusorio di una grandezza che non sarà forse mai la vostra”.

“Io sono colui che è”

Chiave d’oro

Io sono una scintilla che muta nella continua ricerca della luce divina la verità è ciò che tu uomo costruisci dentro di te nella ricerca della scintilla seguire un maestro per seguire sue impronte può farti vedere quale sia la soglia della tua via imparare i suoi modi può farti comprendere la sua esperienza in vita terrena ritrova le tue parole fratello hai imprigionato la tua essenza la tua scintilla demoni ti incatenano nella dualità umana non svelare la via di un uomo non è forza divina ogni anima ha tracciato suo percorso accetta e scopri la causa che opera fa si che l’uomo sia maestro assimila e trasmetti ai figli loro ti hanno scelto maestro fratello scopri e indica la via ai tuoi figli questa è forza nelle tue mani ripongo la chiave d’oro che muove ogni cosa che schiude ogni maestro a se stesso

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A--CHIAVE-D-ORO

Io sono. Il lungo cammino breve dell’apprendista.

La ricerca continua del sé.  I perché sterili della vita. Il sapore della conoscenza. La ricerca di Dio, Verità o Luce. Tante cagioni sobillano l’uomo a inebriarsi di speculazioni filosofiche e a imboccare percorsi di vita e spirituali, nella vana ricerca della pietra filosofale.

Medianità e intuizione, angeli e demoni, simboli e rituali, tutti dipesi per compiacere la propria setedi curiosità e occultando a se stessi  l’ego, smania e cupidigia con umiltà, tolleranza e temperanza si perdura alla ricerca delle vibrazioni armoniche che governano il macro e micro cosmo.

Ma l’uomo non può scoprirsi divino, perché incapace di giudicare se stesso, di ascoltare se stesso e nessuna opera può compiersi sull’umana umanità, se prima non scopre le proprie debolezze, i suoi limiti.

I fardelli della dualità, del quaternario, del tutto, del nulla e dell’uno. Rigurgiti di parole legate all’assenza magica della parola, artificiosità di rituali, disordine e disattenzione. Sensi ridotti a mere membrane ottuse che non trasmettono emozioni aminiche né spirituali, perché esaltati dall’umiltà adultera. Siamo ciechi, sordi, muti e senza tatto e nessuna divinità si illuminerà ai propri occhi se non sapremo dove guardare, cosa ascoltare, cosa proferire e sfiorare.

Io sono colui che è,  e che è tornato in vita e che morto in vita e scrive con il sangue per vivere in eterno negli occhi e nella mente di chi legge e ascolta con lo spirito e l’anima.

Taci or dunque e appagati del mio verbo, uomo.

La conoscenza non è prodotto di stremi cerebrali, deriva da una rivelazione di dio, che vuole essere riconosciuto dai suoi. Non può essere raggiunta attraverso la riflessione filosofica. Si compie in una trasmutazione dell’uomo, inondato di una forza trascendente che si unisce alla scintilla divina assopita in lui e che lo porta alla vera vita.

E l’uomo ribatté.

Rinchiuso nella materia che hai plasmato, ho domato il piombo che mi osteggiava e liberato l’anima  affinché  trovassi lo spirito, l’essenza  divina.

Io sono colui che è, io sono parte di dio, io sono dio. Io mi riconosco e mi elevo. La conoscenza è l’uomo che ritrova in sé, se stesso: io sono.

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Maestro indiano

Una debole luce avverto è la luce della saggezza della conoscenza vorrei fosse una fiamma, ma la via da intraprendere è densa di paura e irta di difficoltà.images

Io sono la luce la luce porterò dove il riflesso dell’arcobaleno muore dove la fine e il principio si baciano dove l’eterno e il nulla si incontrano quando la luce è fioca nel nostro cuore basta poco per spegnere l’amore che arde nella luce divina si nasce nella luce per poi passare attraverso l’amore verso il sospiro divino uomo non hai coraggio di lasciare il proprio essere immondo cercherai sempre una ragione della vita tu cerchi luce verità dell’essenza divina ma quale verità già tu la conosci tu sai che l’essenza della vita è amore tu sei uomo di luce la luce è stillata nella tua vita umana la conoscenza è vedere con gli occhi di un bambino la saggezza non incontrare l’ego nella vita rimani congiunto nella tua umiltà di vita cerchi verità non dimenticare che l’amore è vita è luce è verità  che inebria la natura di dio egli creò solo con la combinazione di energia e di vibrazioni primordiali io non esisto senza energia luce e vibrazione collega un filo al giradischi produce musica piccole vibrazioni energetiche la musica è arte gloria di dio ama e brucia energia ma ascolta il silenzio assenza di vibrazione amore è lo strumento che permette di vivere di passare da uno stato all’altro è ciò che respiri che tocchi che ti permette di gridare la vita al cielo io non so se mai riuscirò ad amare come ci ama dio ma esso è eterno vicino è lontano nel tempo nessun libro può spiegare ciò che è dentro di noi apri te stesso al volere di dio all’amore la conoscenza è un dono divino essa è il riconoscimento agli uomini di buona volontà che cercano con la loro energia di aiutare il prossimo se stesso osserva il moto perpetuo delle onde a primavera il vento le lascia rincorrere e s’infrangono come baci di fanciulli innocenti non osservi il sole sorgere né la luna risorgere e nel ciclo vitale eterno cerchi risposte uomo vestito nudo del suo ego umile cerca umiltà vedrai cadere stelle comete di solitudine passi io sono qui che cerco di darti forza e luce ma tu sei già luce e respiro divino osserva il cammino del sole tutto tace nell’universo eterno respiro io cerco di lasciare il cammino e tu cerchi risposte io ti darò  energia per superare difficoltà adesso lascia che ti spiego cosa senti nella durezza del cuore vedrai andare via paure e perdizioni la conoscenza del percorso divino del sé uomo non credere che percorso sia facile né tanto meno chiaro ma cerca dentro di te maestro con umiltà
e saggezza

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Progetto divino

Possiamo piegare il volere dell’universo possiamo modificare un progetto divino possiamo vincere la battaglia con noi stessi  piegare modificare vincere il potere intrinseco nell’uomo ricade nella sua divinità in quella scintilla di divino che non tutti gli uomini hanno o sanno riconoscere risvegliarsi non è semplice è ascoltare se stessi in una tempesta di ideologie e concetti che violenti si abbattono contro bisogna isolarsi da tutti e fare tesoro  della propria esperienza e traghettare fonti dai percorsi spirituali quando si inizia a comprendere è il momento di lasciare ogni guida perché da ora in poi la verità sarà la tua la luce la vera luce sarai tu stesso non devi cercare maestri tu sei un maestro in possesso della conoscenza risvegliati e troverai le risposte chi sono io sono colui che è io sono paure emozioni si sciolgono al passaggio di ciò che resta poi piangere sorrisi dalla vita ma è dalle lacrime che nasce il sorriso amore è energia luce verità è dio amore terreno brucia nell’astratto pensiero emozionale nel mondo invisibile l’amore è materia collante universo è dio è noi noi siamo lacrime divine sorrisi umani sorrette dall’amore bene o male bene e male sono concetti umani non divini io posso dunque piegare il volere dell’universo? la mia vita terrena è una mia scelta io mi sono tracciato la mia esperienza terrestre ho scelto il tempo ho progettato cosa essere e cosa divenire i miei obiettivi e il mio scopo perché dunque piegare il volere se ho voluto ciò modificare il progetto divino si lo possiamo modificare accettandolo accettare senza nessun dubbio o timori per il semplice motivo già espresso c’é chi si affida all’universo io mi affido a me stesso a ciò che ho voluto fosse per me il progetto è nostro fatto e confezionato per un piano più grande si possiamo vincere quando troveremo la nostra vera natura il nostro essere divino conosce te stesso la nostra natura essenza liberarsi dalle nostre paure come neve che si scioglie al sole legami terreni si sciolgono.

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