Templari, la pergamena di Chinon

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Il Foglio di Chinon fu scritto nel 1308 d.C, l’anno dello scioglimento non della condanna dell’Ordine, da papa Clemente v.Sfuggito per secoli e secoli all’attenzione degli studiosi, a causa di un errore nell’archiviazione compiuto nel XVII secolo, getta una nuova luce sulla fine di quello che fu uno degli Ordini più potenti e famosi del mondo e, fra l’altro, testimonia che il pontefice non lo considerava eretico. La condanna per eresia dei tribunali ecclesiastici locali si fonda sulle confessioni di alcuni Templari che poi ritrattarono e per questo motivo furono considerati relapsi, cioè ricaduti nell’errore per cui erano stati processati e condannati. Il potere temporale, l’unico che aveva l’autorità per farlo, li condusse al rogo.

Papa Clemente v con la Pergamena di Chinon aveva assolto i Cavalieri Templari, il Gran Maestro Jacques de Molay – trascinati in un processo organizzato dal re di Francia Filippo IV il Bello servendosi dell’inquisizione medievale – e ripristinò l’Ordine alla piena comunione. Il re di Francia Filippo IV fu scomunicato con una Bolla papale, emessa da Papa Bonifacio VIII, perché aveva chiesto al Papa di scomunicare i Cavalieri Templari, che erano fedeli e amati dal Papa.

Per rappresaglia Filippo IV fece rapire Bonifacio, provocando la morte del Papa; anche il successore, Papa Benedetto XI, morì improvvisamente. Con tale travolgente influenza illegale da parte del re Filippo, sotto costrizione, e sotto la minaccia immediata di due Papi uccisi, il Vaticano elesse l’amico d’infanzia del re Bertrand de Goth come “Papa Clemente V”. Nel 1307 d.C., il re francese fece arrestare i Templari e li portò davanti all’Inquisitore di Francia da cui furono esaminati, tutti sotto tortura. Pertanto, mentre l’infrastruttura e l’istituzione dell’Inquisizione vaticana erano usate come veicolo di persecuzione, tutto era condotto sotto l’influenza e il controllo delle autorità laiche francesi.

Papa Clemente V fece tutti gli sforzi possibili per proteggere i Templari, a suo grande rischio, rifiutando di accettare le accuse e le confessioni contro di loro. Si offese profondamente per l’interferenza del Re con un Ordine che operava in modo prominente sotto la giurisdizione papale.

Il fatto che la persecuzione dei Templari fosse guidata esclusivamente dal re di Francia Filippo IV – e resistito dal Vaticano – fu confermata all’epoca da un’indagine formale di teologi dell’Università di Parigi, che esposero a Re Filippo che era in violazione della legge canonica, il giudizio doveva essere reso in tribunali ecclesiastici, non laici.

Questa pergamena di Chinon è stata riscoperta dagli Archivi Segreti Vaticani nel 2001. Un’altra copia della pergamena era stata precedentemente scoperta durante il periodo rinascimentale e fu pubblicata nel 1693 e nel 1751 d. C. contenente la stessa formulazione.

Nel 1311 d.C, il Consiglio di Vienne tenuto in Dauphine ratificò ulteriormente la pergamena di Chinon, suffragando il sostegno attivo del Vaticano all’Ordine dei Templari. Era un modo d’intervenire contro i francesi a persecuzioni iniziate, ottobre del 1307 d.C.

Il Vaticano estese, anche, la misericordia di assoluzione, ripristinando l’Ordine all’unità con la Chiesa e reintegrando alla comunione dei fedeli e dei sacramenti. Sebbene il termine assoluzione implichi il perdono dei peccati, nessuna delle accuse furono mai provate e accolte e, nessun risultato negativo fu mai fatto dal Vaticano. In effetti, il decreto Chinon conclude con “nulla era improprio“; pertanto, concedendo l’assoluzione, il Vaticano dichiarò che l’accusa era irrilevante, rivendicando l’Ordine Templare.

Il testo originale della pergamena esplicita, chiaramente, di voler stabilire la pura e completa verità sull’Ordine, quella verità oscurata dall’intimidazione di torture delle Autorità francesi.

Il Foglio di Chinon era sostenuto dalla bolla papale FaciensMisericordiam, Mostrare misericordia, pubblicata dallo stesso papa Clemente V, datato 12 Agosto 1308 d.C. La bolla sanciva al re francese Filippo IV che l’Ordine dei Templari e i suoi dirigenti furono assolti e riconciliati con la Chiesa, e che ogni potere di giudicarli ulteriormente era riservato solo ed esclusivamente al Papa.

Il fatto che la bolla fosse datata cinque giorni prima delle audizioni di Chinon e otto giorni prima che fosse emesso il decreto, potrebbe essere un errore di segreteria, o potrebbe indicare un risultato predeterminato del processo Chinon con l’intento di proteggere l’Ordine Templare.

La pergamena Chinon è di grande importanza anche la boolapapale Vox in Excelso del 1312 d.C, ampiamente (e erroneamente) creduto di aver dissolto l’Ordine Templare e sostenendo leConsiderantes della bolla papale del 1312 d.C, entrambi sostenevano il Decreto di Chinon, preservando qualsiasi processo fatto, in conformità con ciò che avevano ordinato in altri tempi.

L’analisi della testimonianza di Chinon fornisce una visione più focalizzata sulle imputazioni che il Vaticano aveva trattato con una serie di considerazioni. Quelle accuse derivavano tutte da una spiritualità quasi eretica, insegnamenti che erano popolari tra i Cavalieri Templari in Francia. Quei concetti metaforici erano apparentemente presi alla lettera, e fuori dal contesto, per essere trasformati in accuse da parte delle autorità francesi.

Testo autenticato originale della pergamena Chinon:

Nel nome di Nostro Signore, Amen. Noi, per grazia di Dio, Berengario, cardinale Presbitero di San Nereo e Achileo e Stephanus, Cardinale Presbitero di S. Ciriacus in Therminis e Landolf, il cardinale Diacono di S. Angelo, dichiarano attraverso questa proclamazione ufficiale indirizzata a tutti coloro che la leggeranno, quello dal nostro Santissimo Padre e Signore Clemente, per divino provvidenza Supremo Pontefice della Sacra Chiesa Cattolica Romana, dopo aver ricevuto passaparola e anche notizie clamorose dall’illustre re di Francia, e prelati, duchi, conti, baroni e altri soggetti di quel regno, entrambi nobili e popolani, insieme ad alcuni fratelli, Clero, Cavalieri, Comandanti e sergenti dell’Ordine dei Templari, avevano avviato un’inchiesta in questioni riguardanti i Cavalieri, l’adesione alla fede cattolica, e la Regola dell’Ordine, a causa della quale ha sofferto l’infamia pubblica, lo stesso Signore Papa che desidera e intende conoscere il puro, completo e verità senza compromessi dai leader di quell’Ordine, vale a dire fratello Jacques de Molay, Gran Maestro dell’Ordine del Tempio, fratello Raymbaud de Caron, Gran Priore deiComandanti di Templare Cavalieri in Outremer, fratello Hugo de Pérraud, Gran Priore di Francia, fratello Geoffroy de Gonneville, Gran Priore di Aquitania e Poitou, e Geoffroy di Charny, Gran Priore di Normandia, ci ha ordinato e commissionato in particolare e con la sua volontà espressa verbalmente per noi con diligenza esamina la verità interrogando il Gran Maestro e quellichiamato Grand Priors – uno per uno e individualmente, dopo aver convocato notai pubblici e testimoni affidabili. E avendo eseguito quel mandato come commissionato dal Signore Sommo Pontefice, abbiamo interrogato il Grand Master e il Grand Priori e li hanno esaminati riguardo a quelle questioni descritte sopra. Le loro parole e confessioni sono state scritte esattamente come sono state registrate qui da quei notai i cui nomi sono elencati di seguito in presenza di quelli testimoni elencati di seguito. Abbiamo anche ordinato che queste cose fossero scritte in questo funzionario forma e convalidato dalla protezione dei nostri sigilli. Le frasi iniziali sottolineano che questa pergamena di Chinon è un “ufficiale” proclamazione “da parte del Vaticano, come conseguenza del” Vangelo “di papa Clemente un’inchiesta “nell’Ordine dei Templari. Conferma che i tre presiedono I cardinali del Chinon Parchment erano stati “verbalmente” ma ufficialmente “ordinati” e incaricato “dal Papa di condurre il processo Chinon. Questo stabilisce che la pergamena di Chinon, mentre tecnicamente non è una bolla papale, è dentro Infatti un decreto pontificio del Vaticano.

L’introduzione descrive il processo come un’indagine su questioni riguardanti i Cavalieri, l’adesione alla fede cattolica e la regola dell’Ordine. Questo si riferisce evidentemente ai Cavalieri in generale e quindi collettivamente come Ordine. La Regola dell’Ordine (la Regola del Tempio di San Bernardo) è considerata sua Costituzione, evidenziando che si trattava di un esame di valutazione dell’Ordine a tutto, e la sua adesione alla fede cattolica. È significativo che oltre al Gran Maestro, gli altri quattro Templari esaminati erano i Gran Priori. Il testo originale usa una parola latina per Precettore, che significa Maestro provinciale di una provincia, che è anche di piùtradizionalmente chiamato Gran Priore, che è responsabile di un territorio sostanziale di una regione geografica. Il fatto di esaminare il Gran Maestro insieme a tutti e quattro i Grandi Grandi I Priori di Francia evidenziano inoltre che il processo Chinon era un’inchiesta l’Ordine Templare stesso, in tutta la Francia. Queste dichiarazioni dimostrano quindi che la pergamena di Chinon era in effetti un papale determinazione dello stato canonico dello stesso Ordine Templare, almeno nella misura in cui i suoi rapporti con e in piedi all’interno del Vaticano. Questa introduzione presenta un’ammissione chiave del Vaticano, quella dei Templari processi dall’Inquisizione francese, e il successivo esame papale a Chinon, tutto è avvenuto in risposta a ricevere il passaparola e anche rapporti clamorosi dal re francese, a causa del quale [il templare Ordine] sofferto di infamia pubblica. Ciò dimostra che l’intero processo è stato guidato da voci incendiarie e diffamazioni pubbliche collegate tutte avviate da la sovranità e la nobiltà francese.

Nell’anno di Nostro Signore 1308, la 6ª convocazione, del 17 di agosto, del 3° anno del pontificato di papa Clemente V, fratello Raymbaud de Caron, Gran Priore delle Commanderie dei Templari in Outremer, era portato davanti a noi, i Cardinali nominati, nella città di Chinon della Diocesi di Tours. Con la sua mano sul Santo Vangelo del Signore ha giurato che lui direbbe la pura e completa verità su se stesso e sugli altri individui e fratelli dell’Ordine, e sull’Ordine stesso, riguardo all’adesione a Fede cattolica e la regola dell’Ordine, e anche circa cinque particolariindividui e fratelli dell’Ordine.

Questo passaggio conferma che l’esame pontificio non riguardava solo il individui, ma riguardava principalmente “l’Ordine stesso”, valutandone l’aspetto “Aderenza alla fede cattolica” e “Regola dell’Ordine”, come un cavalleresco istituzione.

Esaminato diligentemente da noi per quanto riguarda il tempo e le circostanze del suo Induzione nell’Ordine disse che erano stati quarantatré anni o da quando è stato nominato cavaliere e ammesso nell’Ordine dei Templari da fratello Roncelin de Fos, all’epoca priore della Provenza, nella città di Ricostruzione della diocesi di Carpentras o Saint-Paul-TroisChâteaux, in la cappella della locale commenda templare. Durante la cerimonia il maestro non disse nulla al postulante non era corretto, ma dopo l’induzione un fratello assistente si avvicinò a lui il cui nome non ricorda, poiché è morto da tanto tempo. L’ha preso a parte tenendo una piccola croce sotto il suo mantello, e quando tutti i fratelli uscirono e sono rimasti soli, questo è l’assistente fratello e l’oratore, questol’assistente fratello mostrò la croce all’altoparlante che non se lo ricordava portava l’effigie del Crocifisso o no, ma crede comunque che ci fosse un Crocifisso dipinto o intagliato.

Questo documenta la scoperta del Vaticano che la cerimonia dei cavalieri storicamente usato dall’ordine dei Templari conteneva “nulla … non era corretto“. Questo passaggio introduce un tema ricorrente, che è coerente in tutta la pergamena, nelle relative testimonianze e confessioni delleProve templari: ogni presunta denuncia della Croce, se si può credere che sia vero, ha avuto luogo solo “dopo la cerimonia di induzione”, da un assistente di basso livello “Prendendo da parte” il Templare appena ricevuto. Anche se la pratica riportata era vera, questo indica che sarebbe stato un pratica non ufficiale e del tutto non autorizzata, e quindi non condonata dal Templar GrandMastery. Di conseguenza, per definizione, nessuna di queste pratiche non era autentico e genuino templarismo.

E questo fratello assistente ha detto all’oratore: “Devi denunciare questo.” E l’oratore, non credendo di commettere un peccato, disse: “E così io denunciare “. Quell’assistente ha anche detto al relatore che avrebbe dovuto mantenerlo purezza e castità, ma che se non potesse farlo, sarebbe meglio che fosse fatto segretamente che pubblicamente. L’oratore ha anche detto che la sua denuncia non è arrivata dal cuore, ma solo dalla bocca.

Questo introduce un altro tema ripetutamente coerente, che ogni presunto “La denuncia non è venuta dal cuore, ma solo dalla bocca”. Questo conferma che, anche se fosse vero, la denuncia della Croce sarebbe stata voluta solo come un enactment di tipo role-playing, e mai come una denuncia vera e propria. Questo tema in varie testimonianze ha costituito la base per la teoria prevalente di molti studiosi. I Templari volevano impressionare i nuovi Cavalieri l’intensità dell’opposizione musulmana, che avrebbero affrontato in battaglia. Quindi, un campione la denuncia servirebbe da avvertimento su come la loro fede sarebbe derisa, disonorato e calpestato dai loro nemici, specialmente se fossero mai stati catturati. Poi disse che il giorno dopo lo rivelò al Vescovo di Carpentras, suo parente familiare, che era presente in quel luogo. Il vescovo gli disse che lui aveva agito in modo sbagliato e commesso un peccato. Quindi, l’oratore ha confessato allo stesso vescovo e gli fu assegnato lapenitenza.

Interrogato sul peccato della sodomia, rispose che non faceva mai parte di esso né eseguendo né resistendo, e che non ha mai sentito quel Templare I cavalieri impegnati in questo peccato, a parte quei tre cavalieri che erano stati punito da incarcerazione perpetua nel castello di Pellegrino. Alla domanda se i fratelli di quell’Ordine fossero stati accolti nel Ordine nello stesso modo in cui è stato ricevuto in esso, ha risposto che non lo fece lo so, perché non ha mai ammesso nessuno e non ha visto nessuno essere ammesso nell’Ordine tranne due o tre fratelli. Riguardo a loro lui non sapeva se avevano denunciato Cristo o no. Quando è stato chiesto informazioni i nomi di questi fratelli ha detto che uno aveva il nome di Pietro, ma che lo ha fatto non ricordo il nome della famiglia. Quando è stato interrogato su che età era quando ha fatto un fratello di quell’Ordine lui rispose che aveva diciassette anni o giù di lì. Quando è stato interrogato riguardo lo sputare sulla croce e circa il adorò la testa, rispose che non sapeva nulla, aggiungendo che non l’aveva mai fatto ho sentito parlare di tale capo fino a quando ha sentito Lord Pope Clement parlarne l’anno scorso.Quando è stato interrogato sulla pratica del bacio, ha risposto che il il sopra nominato fratello Roncelin lo baciò sulla bocca quando lo ricevette come un fratello; disse che non sapeva niente di altri baci.

Una delle accuse più frequenti, sottolineata per la sua natura infiammatoria e ovvie implicazioni dell’omosessualità proibita, è il tema del “bacio” sulla bocca “presumibilmente in relazione con la cerimonia di induzione dei Templari. Però, la documentazione storica dimostra che questo era solo uno spirito metaforico insegnamento dal primo cristianesimo del I secolo: l’Ordine Templare fu originariamente fondato come una santa missione per i cistercensi Ordine, in particolare per recuperare antiche scritture dal Tempio storico di Solomon. L’archeologia ha dimostrato che il tempio conteneva una biblioteca di sacre pergamene, poste lì dagli Esseni del I secolo, che avevano diretto accesso a quel Tempio. L’Ordine era quindi basato sul recupero del Scritture gnostiche degli esseni. Le scritture gnostiche di Maria Maddalena si riferiscono a Gesù “baciandola spesso la bocca”. Questo era un riferimento paleocristiano alla credenza dei Templari che Maria Maddalena era un “apostolo gnostico” di Gesù, coerente con san Agostino l’aveva riconosciuta come “Apostoladegli Apostoli” Tale “bacio” era un tradizionale saluto tra i preti dell’antichità Il sacerdozio degli esseni, di cui Gesù il Nazareno era un sommo sacerdote. Di conseguenza, “baciare spesso” indica frequenti visite a un Maestro dal suo Discepolo. La frase “sulla bocca” riflette un antico principio esoterico di trasporto saggezza sacra e energia dello Spirito Santo, metaforicamente simboleggiate come spirituali “Respiro” dalla “bocca”, che era concettualmente correlata alla “parola” di Dio. Nel cristianesimo, questo concetto spirituale di “baciare sulla bocca” fu scoperto per la prima volta in uno dei Canti Cistercensi del II secolo, anch’essi cantati dall’originale 12° secolo Cavalieri Templari. Uno dei 12 canti liturgici dei cistercensi, Filie Jerusalem, presenta il testo “Possa lui [Gesù] baciarmi con i suoi baci bocca “. Questa era essenzialmente una preghiera codificata per Gesù per trasmettere il divino saggezza sacra ai Cavalieri come iniziati del Sacerdozio Esseno. Sebbene sia possibile che alcuni Templari abbiano potuto eseguire un simbolico emanazione di questo insegnamento metaforico spirituale, non vi è alcuna prova che alcuno tale pratica faceva parte di qualsiasi cerimonia di indizione dei Templari. Più probabilmente, questo era semplicemente un tema di insegnamenti quasi eretici del primo cristianesimo favorito dai Templari, che è stato preso letteralmente fuori dal contesto, e trasformato in accusa dall’Inquisizione francese.

Quando fu interrogato se voleva mantenere ciò che aveva detto durante la confessione, se è stato fatto secondo la verità, e se aveva aggiunto qualcosa di falso o negato tutto ciò che è veritiero, luirispose che voleva mantenere ciò che aveva precedentemente detto nella sua confessione, che era veritiero e che non aggiunse nulla di ciò che era non veritiero né omesso nulla che fosse veritiero. Quando è stato chiesto se aveva confessato a causa di una richiesta, ricompensa, gratitudine, favore, paura, odio o persuasione di qualcun altro, o l’uso della forza, o la paura di incombenti torture, lui ha risposto che non l’ha fatto. In seguito, lo stesso fratello Raymbaud si mise in ginocchio con le mani piegato chiesto il nostro perdono e la pietà per quanto riguarda le suddette azioni. E come lui ha supplicato, il fratello Raymbaud ha denunciato in nostra presenza il dettoeresia, così come ogni altra eresia. Per la seconda volta ha dato Oath con il suo Consegnare il santo Vangelo di nostro Signore che obbedirà agli insegnamenti del Chiesa, che manterrà, sosterrà e osserverà la fede cattolica che la Chiesa romana mantiene, sostiene e proclama, oltre a insegnare e richiede agli altri di osservare e che vivrà e morirà come un fedele cristiano. Dopo questo giuramento, l’autorità del signore Papa concessa specificamente a noi per quello scopo, ci siamo estesi a questo fratello che chiedeva umilmente Raymbaud, in una forma accettata dalla Chiesa, la misericordia di assoluzione dal verdetto di scomunica che era stato sostenute dalle azioni sopra citate, riportandolo all’unità con la Chiesa e reintegrandolo nella comunione dei fedeli esacramenti della Chiesa. Sempre nello stesso giorno, il fratello Knight Geoffroy di Charny, Gran Priore del Comandanti dell’Ordine dei Templari in Normandia, che appaiono personalmente nel modo e forma sopra descritti, alla nostra presenza e alla presenza del notai, e anche testimoni, umilmente imprecarono con la sua mano sul Vangelo del Signore ed è stato esaminato in merito alle modalità della sua induzione in quell’Ordine. Ha testimoniato che sono passati quarant’anni o più da quando è stato ammesso nell’Ordine dei Cavalieri Templari del fratello Amaury de la Roche, il Grande Priore della Francia in Étamps della diocesi di Sens, nella cappella del localeComandante dei Templari. Presenti a quella cerimonia c’erano il fratello Jean le Francesi, priore di Pédenac e nove, dieci o più fratelli di quell’ordine che lui creduto sono tutti ora deceduti. E poi, una volta che fu ricevuto nell’Ordine e nel mantello dell’Ordine era stato posto sulle sue spalle, il fratello che ha amministrato la cerimonia lo prese da parte in quella Cappella e gli mostrò un Crocifisso con un’effigie di Cristo, e gli disse che non doveva credere nel Crocifisso, ma doveva farlo. Infatti lo denunciano. Quindi il fratello appena accettato per la richiesta del ricevere fratello lo ha denunciato a parole, ma non nel suo cuore. Ciò conferma il tema di ogni denuncia della Croce, se mai lo fosse stata effettivamente praticato in alcuni casi, sarebbe stato solo un simbolicorievocazione, molto probabilmente come avvertimento di come sarebbero stati catturati i cavalieritrattati dai nemici, e non con alcun intento di effettiva denuncia. Inoltre, ha detto che al momento della sua induzione, il Postulante ha baciato il ricevente fratello sulla bocca e il suo petto attraverso l’indumento come segno di rispetto. Questo è il primo riferimento ad altre accuse di “baciare” altri luoghi sul colonna vertebrale e busto durante una cerimonia di induzione.

Questa testimonianza, accettata dal Il Vaticano, che questo è stato fatto solo “attraverso l’indumento”, dimostra che se fosse così mai effettivamente praticato, sarebbe stato puramente simbolico e interamente senza alcuna conseguenza di qualcosa di sessuale.

Alla domanda se i fratelli dell’Ordine dei Templari siano stati accolti quell’ordine fu ammesso nello stesso modo in cui era, disse che non lo fece conoscere. Ha anche detto che lui stesso ha ricevuto un fratello in quell’Ordine dal stessa cerimonia con cui fu ammesso lui stesso. Successivamente ha ricevuto molti altri senza la denuncia descritta in precedenza e in una buona maniera.

Questa testimonianza registrata, che “molti altri” hanno ricevuto l’induzione senza la denuncia, prova che il Vaticano aveva accettato che la maggioranza dei Templari non avevano praticato alcuna pratica del genere. Pertanto, se fosse stato vero che alcuni avevano eseguito un atto simbolico di denuncia della Croce, sarebbero stati praticati solo da una piccola minoranza. Di conseguenza, qualsiasi pratica di denuncia sarebbe stata probabilmente una variante, sviluppata solo in Francia. In effetti, nulla della Regola del Tempio e del codice della cavalleria avrebbe mai permesso tale pratica, tale che potesse mai essere parte dell’autentico templarismoInoltre, aveva confessato la denuncia della Croce durante la cerimonia di induzione e di essere stato costretto a farlo dal fratello che esegue quella cerimonia, al Patriarca di Gerusalemme del tempo, ed è stato assolto da lui.

Quando esaminato diligentemente riguardo sputare sulla Croce, la pratica di baciando, il peccato della sodomia e il capo adorato, rispose che lo sapeva niente di ciò. Ulteriormente interrogato, affermò che credeva che altri fratelli fossero stati ricevuti nell’Ordine nello stesso modo in cui era. Ha detto tuttavia che non l’ha fatto lo sai per certo da quando sono avvenute quelle cose che sono state appena ricevute messo da parte in modo che altri fratelli presenti nella cappella non lo facessero vedere o sentire cosa è successo a loro. Interrogato sull’età in cui era stato accolto nell’Ordine, rispose che aveva sedici, diciassette anni circa. Quando è stato interrogato se avesse detto queste cose a causa di una richiesta, ricompensa, gratitudine, favore, paura, odio o persuasione da parte di qualcun altro, o l’uso di forza, o paura di incombenti torture, rispose che non l’aveva fatto. Quando era ha chiesto se voleva mantenere ciò che aveva detto durante la confessione, se è stato fatto secondo la verità e se ha aggiunto qualcosa non veritiero o negato tutto ciò che è veritiero, ha risposto che voleva farlo mantenere ciò che aveva precedentemente affermato nella sua confessione durante la quale ha avuto diceva solo ciò che era vero, che quello che diceva era secondo la verità e quello non aggiunse nulla di ciò che non era veritiero, né omise nulla di ciò che era veritiera. Dopo questo, abbiamo concluso di estendere la misericordia dell’assoluzione per questi agisce per fratello Geoffroy, che nella forma e nei modi descritti sopra aveva denunciato in nostra presenza il descritto e ogni altro eresia, e ha giurato di persona sul santo Vangelo del Signore, e umilmente chiesto la misericordia dell’assoluzione, ripristinandolo all’unità con il Chiesa e ripristinandolo alla comunione dei fedeli e sacramenti della Chiesa. Lo stesso giorno, alla nostra presenza e alla presenza dei notai, così come i testimoni elencati sotto, il fratello Geoffroy de Gonneville apparve personalmente ed è stato diligentemente esaminato per quanto riguarda il tempo e le circostanze del suo induzione e su altre questioni sopra descritte. Ha risposto che sono passati ventotto anni da quando era ricevuto come fratello dell’Ordine dei Cavalieri Templari da fratello Knight Robert de Torville, Gran Priore dei Comandanti dell’Ordine Templare di Inghilterra, nella città di Londra, nella cappella della locale commenda. E questo fratello ricevente, dopo aver conferito il mantello dei Cavalieri Templari su questo fratello appena ammesso, gli mostrò la Croce raffigurata in un libro e disse che avrebbe dovuto denunciare colui la cui immagine era raffigurata su quello. Attraversare. Quando i neo-ricevuti non volevano farlo, il recettore glielo disse più volte che dovrebbe farlo. E dal momento che ha completamente rifiutato di farlo, il fratello ricevente, vedendo la sua resistenza, gli disse: “Giurami a me che se fosse stato chiesto da qualcuno dei fratelli, avresti detto che avevi fatto questo Denuncia, a patto che ti permetta di non farlo? “E il nuovo ha risposto “Sì” e ha promesso che se fosse stato interrogato da un altro fratelli di quell’Ordine direbbe che ha eseguito la denuncia. E, come ha detto, non ha fatto nessuna denuncia altrimenti. Ha anche detto che il fratello ricevente gli ha detto che avrebbe dovuto sputare descritto Cross. Quando il neo-ricevuto non ha voluto farlo, il recettore mise la propria mano sulla raffigurazione della croce e disse: “Almeno sputa addosso la mia mano! “E dal momento che il ricevuto temeva che il fratello ricevente avrebbe voluto togli la sua mano e un po ‘dello spiedo sarebbe salito sulla Croce, non voleva sputa sullamano con la croce così vicina. Quando esaminato diligentemente riguardo al peccato della sodomia, la testa adorata, la pratica del bacio e altre cose per cui i fratelli di quell’ordine ha ricevuto una cattiva reputazione, ha detto che non sapeva nulla. Alla domanda se altri fratelli dell’Ordine furono ricevuti nell’Ordine allo stesso modo di era, ha risposto che credeva che lo stesso fosse fatto con gli altri com’era con lui al momento della sua descritta induzione. Quando è stato interrogato se avesse detto queste cose a causa di una richiesta, ricompensa, gratitudine, favore, paura, odio o persuasione da parte di qualcun altro, o l’uso di forza, o paura di incombenti torture, rispose che non l’aveva fatto. Dopo questo, abbiamo concluso di estendere la misericordia dell’assoluzione per questi agisce al fratello Geoffroy de Goneville, che nella forma e nei modisopra descritto aveva denunciato in nostra presenza il descritto e ogni altra eresia e imprecò di persona sul santo Vangelo del Signore, e umilmente chiesto la misericordia dell’assoluzione, restaurandolo l’unità con la Chiesa e il suo reinserimento nella comunione del fedeli e sacramenti della Chiesa . Poi il 19 giorno del mese, alla nostra presenza e alla presenza del notai e gli stessi testimoni, fratello Hugo de Pérraud, Gran Priore del Comandanti templari in Francia apparvero personalmente e diedero giuramento a Oath Santo Vangelo del Signore, ponendo la sua mano su di esso nella maniera descritta sopra. Questo fratello Hugo, avendo giurato come descritto, ed essendo diligente esaminato ha detto circa il modo della sua induzione in cui è stato ricevuto Londra presso un comandante templare locale, nella sua cappella. Erano quarantasei anni fa da questa passata festa di S. Maddalena. Fu ricevuto come fratello dell’Ordine dal fratello Hubet de Perraud, il suo padre, un Visitatore delle Commende Templari in Francia e Poitou, che posto sulle sue spalle il mantello di quell’Ordine. Fatto questo, alcuni fratello di quell’Ordine col nome di Giovanni, che in seguito divenne Priore de La Muce, lo portò in una certa parte di quella cappella, gli mostrò una croce con un effige di Cristo e gli ordinò di denunciare Colui la cui immagine eraraffigurato lì. Ha rifiutato, per quanto poteva, secondo lui. Infine, tuttavia, sopraffatto dalla paura e dalle minacce del fratello John, ha denunciato il Uno la cui immagine è stata raffigurata lì solo una volta. E anche se fratello John più volte ha chiesto di sputare su quella Croce, si è rifiutato di farlo. Alla domanda se avesse dovuto baciare il fratello ricevente, lui rispose che ha fatto, solo sulla bocca. Quando è stato interrogato sul peccato della sodomia, ha risposto che non è mai stato imposto a lui e non l’ha mai commesso. Alla domanda se abbia ricevuto altri nell’Ordine, ha risposto ha fatto molte volte e che aveva ricevuto più persone di qualsiasi altro vivente membro dell’Ordine. Interrogato sulla cerimonia con cui li ha ricevuti, ha detto dopo che furono ammessi e dati i mantelli dell’Ordine, ordinò loro per denunciare il Crocifisso e baciarlo sul fondo della schiena, nel ombelico e poi sulla bocca. Ha anche detto che ha imposto loro di astenersi dalla collaborazione con le donne e, se non fossero in grado di frenare la loro lussuria, a unirsi a loro stessi con fratelli dell’Ordine.

Questa è la descrizione del presunto “bacio” cerimoniale che indica uno specifico posizioni sul retro e sul busto. È più significativo che i punti di riferimento erano allineati lungo la colonna vertebrale (invece di baciare una mano, un anello, ecc.), dando il miglior indizio sull’origine di questa accusa: I Templari avevano recuperato un antico Sacerdozio Gnostico dal loro scavo del Tempio di Salomone. Quel sacerdozio, che Gesù il Nazareno Essene aveva studiato in Egitto e di cui Gesù era un Sommo Sacerdote e Maestro, ha caratterizzato le pratiche spirituali che coinvolgono la meditazione con l’energia centri lungo la colonna vertebrale. Questo concetto esoterico degli Esseni è nato dall’esclusivo Djedhi Sacerdozio dell’Egitto faraonico, dal nome del pilastro “Djed” che era un simbolo per la colonna vertebrale. I sacerdoti di Djedhi si sono specializzati nel controllo del flusso di energia spirituale, imparando a spostare questa energia dello Spirito Santo attraverso punta lungo la colonna vertebrale usando concentrazione mentale e preghiera concentrata. Il riferimento al baciare “il fondo della schiena” indica che l’attenzione era rivolta davvero sulla colonna vertebrale. Selezionando il punto più basso sul retro, nonostante ilaltri punti sono sul fronte, indica che qualsiasi cosa apparentemente sessuale era accuratamente evitato, e conferma la natura puramente spirituale di questo concetto. Questo è ulteriormente supportato dal precedente riferimento al baciare solo “attraverso il indumento”. Questo passaggio conferma nuovamente che un tale “bacio” di punti, se fosse vero, sarebbe stato fatto solo “dopo essere stati ammessi” nell’Ordine, e quindi separato dalla cerimonia di induzione dei Templari.Pertanto, se un tale simbolico “bacio” di punti fosse effettivamente fatto, lo farebbe è stata una pratica locale unica per alcune regioni della Francia, e non parte di Templarismo ufficiale o autentico. Molto probabilmente, tuttavia, questo era semplicemente un insegnamento spirituale metaforico, che è stato preso letteralmente fuori dal contesto, e trasformato in accusa dalle autorità francesi.

Ha anche testimoniato sotto giuramento che la denuncia sopra descritta, che lui eseguita durante le induzioni, così come altre cose descritte che lui richiesto da quelli ricevuti da lui, è stato fatto solo a parole, e non nello spirito. Interrogato sul perché si sentisse addolorato e non recitasse nello spirito le cose che ha fatto, ha risposto che tali erano le regole o piuttosto le tradizioni delOrdine, e che aveva sempre sperato che questo errore sarebbe stato rimosso da quello Ordine.

Questo passaggio conferma nuovamente che ogni “denuncia” della Croce “è stata fatta a solo parola, e non nello spirito “, indicando che se praticato, sarebbe stato solo un avvertimento di promulgazione simbolica delle conseguenze e danni al fede se il cavaliere fosse catturato da un nemico. Soprattutto, qui viene introdotta la frase rivelatrice: “tali erano le regole o piuttosto tradizioni dell’Ordine “. Questo serve a chiarire e definire effettivamente cosa alcuni credevano di essere “regole”, come semplici “tradizioni”. Per definizione, Le “tradizioni” tendono ad evolversi come pratiche locali specifiche di una regione geografica. Questo conferma che le presunte pratiche di baciare i punti simbolici e l’attuazione una denuncia simbolica della Croce, se mai effettivamente fatta, sarebbe stata solo “tradizioni” locali uniche per alcuni gruppi templari minoritari in Francia.

Alla domanda se uno dei membri da poco ricevuti da lui si sia rifiutato di farlo eseguire gli sputi descritti e altre cose corrotte sopra elencate, lui ha risposto che solo alcuni si sono opposti e alla fine hanno fatto tutto come ordinato. Ha anche disse che sebbene egli stesso istruiva i fratelli dell’Ordine che lui ricevuto per unirsi ad altri fratelli, tuttavia non l’ha mai fatto, né sentito che qualcun altro ha commesso questo peccato, tranne che per i due o tre fratelli di Outremer che fu incarcerato per questo nel castello di Pellegrino. Alla domanda se sapesse se tutti i fratelli di quell’Ordine sono stati ricevuti nello stesso modo in cui ne ha ricevuti altri, ha risposto che non lo sapeva sicuro degli altri, solo di se stesso e di quelli che ha ammesso, perché i fratelli sono ricevuti in tale segretezza che nulla può essere conosciuto a parte attraverso quelli che erano presenti. Alla domanda se credesse tutto sono stati ricevuti in questo modo, ha risposto che credeva che lo stesso rituale è usato per ammettere gli altri come è stato usato nel suo caso e come lui stesso ha eseguitoquando ne ha ricevuti altri. Interrogato sulla testa di un idolo che secondo quanto si dice adoravadai Templari, ha risposto che gli è stato mostrato a Montpellier da fratello Peter Alemandin, priore di quella regione, e che questa testa è rimasta dentro il possesso di fratello Pietro. I cavalieri templari, insieme ad altri ordini protetti come il Cistercensi, erano generalmente immuni dall’Inquisizione, soggetti solo a stretta eccezione ordinata da papa Onorio III nel 1230 d.C., solo in casi di sospetta “eresia”. Proprio per questo motivo, il re Filippo IV ordinò i francesi autorità di concentrare le loro spese di fabbricazione su quella vulnerabilità di “Eresia”, come unico modo per penetrare l’immunità quasi assoluta del Ordine Templare. Pertanto, come il Vaticano ha continuato a resistere alle accuse contro il Templari dall’ottobre 1307 d.C., nell’agosto del 1308 d.C. le accuse crescenti incentrato sulle affermazioni di qualche “strano idolo” relativo a “una testa umana con una lunga” barba”.

È molto significativo che questa sia l’unica testimonianza nella pergamena di Chinonammettendo l’esistenza di un tale “capo di un idolo”, mentre tutti gli altri insistette che non ne sapevano nulla. Sta rivelando che questa presunta ammissione era molto specifico, nominando una persona in particolare e il luogo in cui è stato rivendicato L’artefatto “testa” potrebbe essere trovato, eppure nessun oggetto di questo tipo è mai stato trovato durante uno qualsiasi dei processi Templari. È un fatto, dimostrato dal record storico, che non un artefatto di nessuno dei presunti “idoli” furono mai trovati o prodotti dalle autorità francesi o dai Inquisizione. Questo dimostra in modo conclusivo che l’idea di adorare un “capo di un idolo” era puramente la fantasia fabbricata dai francesi Inquisitori. Nei secoli successivi, questa fantasia infondata delle autorità francesi fu usato per rivendicare qualche affiliazione segreta con i leggendari Cavalieri Templari, di riferimenti superficiali a ciò che viene menzionato nei processi Templari: Per Massoni, il “capo” era associato con i resti di Giovanni Battista con Connotazioni sante. Per i gruppi satanici, era chiamato il “Baphomet” relativo a qualcosa di demoniaco. Tuttavia, nessuna di quelle teorie ha alcun fatto obase storica relativa all’ordine templare.

Alla domanda su quanti anni avesse quando è stato accolto nell’Ordine, ha risposto che ha sentito sua madre dire che aveva diciotto anni. Ha anche detto che in precedenza aveva confessato queste cose in presenza del fratello Guillaume di Parigi, inquisitore di azioni eretiche, o il suo vice.Quella confessione è stata fissata per iscritto dalla mano del sottoscritto Amise d’Orleans e alcuni altri notai pubblici. Vuole mantenere questo confessione, così come è, e anche per mantenere nella presente confessione che è coerente con quello precedente. E se c’è qualcosa di aggiuntivo inquesta confessione davanti all’Inquisitore o al suo vice, come è stato affermato sopra, lui ratifica, approva e conferma. Quando è stato interrogato se avesse confessato queste cose a causa di arichiesta, ricompensa, gratitudine, favore, paura, odio o persuasione da parte di qualcun altro, ol’uso della forza, o il timore di incombenti torture, rispose che non l’aveva fatto. Quando fu interrogato se, dopo essere stato arrestato, fu presentato a qualsiasi interrogatorio o tortura, rispose che non lo era. Dopo questo, abbiamo concluso di estendere la misericordia dell’assoluzione per questi agisce per fratello Hugo, che nella forma e nei modi sopra descrittiaveva denunciato in nostra presenza la descritta e qualsiasi altra eresia, e imprecò di persona sul santo Vangelo del Signore, e umilmente chiese per la misericordia dell’assoluzione, riportandolo all’unità con la Chiesa e reintegrandolo nella comunione dei fedeli e dei sacramenti di la Chiesa.Poi, il 20 ° giorno del mese, in nostra presenza, e in presenza di notai e gli stessi testimoni, fratello Knight Jacques de Molay, Grand Il Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari apparve personalmente, e avendo dato giuramento nella forma e nei modi descritti sopra, ed essendo stato diligentemente esaminato, ha detto che sono passati quarantadue anni da quando era ricevuto come fratello di quell’Ordine dal fratello Knight Hubert de Pérraud, al Visitatore di tempo di Francia e Poitou, a Beune, diocesi di Autun, nella cappella della Comanderia Templare locale di quella regione. Riguardo le modalità della sua introduzione nell’Ordine, rispose che avendo dato a lui il mantello, il fratello ricevente gli mostrò un Crocifisso e glielo disse che dovrebbe denunciare il Dio la cui immagine è stata raffigurata su quella croce, e che dovrebbe sputare sulla Croce. Che ha fatto, anche se non ha sputato sul Croce, ma vicino, secondo le sue parole. Ha anche detto che lo ha fatto denuncia a parole, non nello spirito.

Questa affermazione è la più specifica sulla presunta denuncia della Croce, introducendo una teoria alternativa del suo significato simbolico: Chiarisce che ciò che è stato denunciato, in particolare, era “il Dio” la cui immagine è stata raffigurata “. Quindi, non sarebbe Gesù stesso, non la Croce stesso, e non il Dio cristiano che sarebbe stato denunciato. Piuttosto, questo lo farebbe essere un rifiuto solo di esagerazione della divinità di Cristo come “un Dio”, che sarebbe una grande partenza dalla fede cattolica. Infatti, nel periodo medievale ci fu una crescente tendenza popolare di esagerando la divinità di Cristo nell’essere “un Dio”. Questo sarebbe un errore teologico oggettivo, violando i principi del monoteismo, e contraddire la dottrina della Santa Trinità, e quindi degna di rifiuto. Al contrario, i Cavalieri Templari sottolineavano la visione gnostica di Gesù come un “Maestro asceso”, sia umano che divino, ma nel ruolo di insegnante e intercessore dell’Unico Vero Dio: Nel racconto biblico dell’Ascensione, Gesù disse a Maria Maddalena: “Tocca io no; poiché non sono ancora asceso al Padre mio: ma va dai miei fratelli e dìa loro, salgo al Padre mio e al Padre tuo; e al mio Dio e al tuo Dio. “(Giovanni 20:17). Questo stabilisce chiaramente che Gesù non doveva essere deificato come “un Dio”, ma piuttosto è stato divinamente autorizzato da Dio, istruendo gli Apostoli e i Discepoli a adora lo stesso Dio unico che Gesù ha dichiarato essere il suo Dio. Il Catechismo ufficiale del Vaticano nell’era moderna conferma quello medievale interpretazione dei Cavalieri Templari, che insegna che “l’Ascensione di Cristo in il cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, nella potenza di Dio e autorità “. Il chiarimento ripetuto di nuovo qui, che sarebbe una “denuncia a parole, non nello spirito “, sostiene anche la teoria che questo sarebbe solo un rifiuto del divinità esagerata di Cristo. Questa dottrina dei Templari di enfatizzare Cristo come un Maestro Asceso, maestro e intercessore dell’Unico Vero Dio, era il più probabilmente tolto dal contesto e trasformato nell’accusa di “denunciare” la Croce”.

Riguardo al peccato della sodomia, il capo adorato e la pratica illecita baci, esaminati diligentemente, rispose che non ne sapeva nulla. Quando è stato interrogato se avesse confessato queste cose a causa di a richiesta, ricompensa, gratitudine, favore, paura, odio o persuasione da parte di qualcun altro, o l’uso della forza, o il timore di incombenti torture, rispose che non l’aveva fatto. Quando fu interrogato se, dopo essere stato arrestato, fu presentato a qualsiasi interrogatorio o tortura, rispose che non lo era.

Questa è una dichiarazione standard ripetuta per ciascuno dei cinque Templari esaminati inChinon, usato come superficiale disclaimer legalistico, per dare l’impressione che la testimonianza non era il risultato della tortura né della minaccia o paura della tortura. Semplicementel’inserimento di tali parole, tuttavia, non lo rende e non può renderle veritiere. È ampiamente dimostrato nella documentazione storica che i Cavalieri Templari erano ripetutamente e severamente torturato dalle autorità francesi: Le “confessioni” estratte sotto tortura erano tutte derivate da una lista di accuse sviluppato da Re Filippo IV. Le accuse erano generalmente basate su reclutato “testimoni”, che erano per lo più scontenti ex Templari che il L’ordine aveva espulso per il loro stesso comportamento. Tali “testimoni”, inclusi quelli con noti secondi fini, furono dati immunità da qualsiasi punizione anche se le loro accuse sono state dimostrate false. Dimostrando che tutte le “confessioni” erano solo il risultato di torture, il momento la tortura è stata sospesa, i leader templari hanno immediatamente ritrattato la loro confessioni e ha detto a tutti gli altri Templari di fare lo stesso. Provando ulteriormente che le confessioni furono ottenute unicamente dalla tortura, nel 1309 DC quando gli inquisitori francesi interrogarono i cavalieri templari in Inghilterra, dove la tortura era proibita dalla legge, nessuno dei Templari avrebbe confessato a nessuno dei oneri. Gli studiosi del Vaticano hanno riconosciuto che le confessioni sotto tortura erano sempre di dubbia affidabilità, e ho notato che la maggior parte delle confessioni eranoconflittuale e contraddittorio, rendendoli privi di significatoQuesta istanza del disclaimer fuorviante è una delle due occorrenze che sono più rivelatore degli altri nella pergamena di Chinon, perché include la frase “dopo essere stata catturata”. Questo fatto di arresto da parte delle autorità, nel minacciosa ombra di mesi di estrema tortura dei Templari in tutta la Francia immediatamente precedente quell’arresto, indiscutibilmente evidenzia un imminente e minaccia implicita di tortura. Ciò dimostra definitivamente che tutte le testimonianze era ancora costretto sotto costrizione, nonostante i presunti disclaimer.

Dopo questo, abbiamo concluso di estendere la misericordia dell’assoluzione per questi agisce per fratello Jaques de Molay, il Gran Maestro di quell’ordine, chi nella forma e nei modi sopra descritti aveva denunciato nel nostro presenza la descritta e qualsiasi altra eresia, e giurato di persona sul santo Vangelo del Signore e umilmente chiesto la misericordia di assoluzione, ripristinandolo all’unità con la Chiesa e reintegrandolo Lui alla comunione dei fedeli e dei sacramenti della Chiesa.

Mentre questi proclami di assoluzione sembrano essere formulati con riferimento a le persone interrogate, il testo di Chinon presenta chiare indicazioni che si applicano all’intero Ordine Templare nel suo insieme: l’introduzione dichiara il suo portata come “questioni riguardanti i Cavalieri” (collettivamente), la loro “adesione al Fede cattolica e la regola dell’Ordine “. Specifica anche che i giuramenti di tutti cinque principali Templari dovevano “parlare della pura e completa verità … riguardo al Ordina da solo “. Pertanto, questo passaggio ripetuto per ciascun cavaliere principale è stato “esteso” la misericordia dell’assoluzione “all’Ordine dei Templari come istituzione”, restaurando all’unità con la Chiesa e alla sua reintegrazione nella comunione dei fedeli e sacramenti della Chiesa “. Il termine “assoluzione” tecnicamente significa perdono, di solito garantito peccati confessati. Tuttavia, le “confessioni” parziali dei Templari erano di anatura molto limitata, nessuna delle accuse è mai stata provata o accettata da il Vaticano e il Vaticano non hanno mai fatto scoperte avverse. Con la concessione “Assoluzione”, senza che nessuna delle accuse sia provata o accettata, l ‘ Il Vaticano in sostanza ha dichiarato che tutte le accuse erano semplicemente irrilevanti. Questi fatti rivelano che in questo caso, “l’assoluzione” era usata come mero mezzo per proteggere i Templari e ripristinare completamente la buona reputazione dell’Ordine con il Chiesa. In assenza di risultati negativi, ciò è servito a scagionare ilOrdine Templare. È per questi motivi che la Pergamena Chinon è generalmente considerato di aver dichiarato i Cavalieri Templari “non colpevoli” di tutte le accuse, è considerato una rivendicazione.

Lo stesso 20 ° giorno del mese, alla nostra presenza e alla presenza del notai e gli stessi testimoni, fratello Geoffroy de Gonneville liberamente e volentieri ratificato, approvato e confermato la sua confessione firmata che è stata letta a lui nella sua lingua madre, e ha assicurato che intendeva restare a guardare e mantenere sia questa confessione che la confessione che ha fatto su un altro occasione prima dell’Inquisitore o dell’Inquisitore riguardo a quanto sopra descrittotrasgressioni eretiche, in quanto coerenti con la confessione fatta davanti a noi, i notai e i testimoni nominati; e che se c’è qualcosa aggiuntivo contenuto nella confessione fatta prima dell’Inquisitore e Inquisitori, come è stato detto prima, ratifica, approva e conferma ciò. Lo stesso 20 ° giorno del mese, alla nostra presenza e alla presenza del notai e gli stessi testimoni, fratello Gran Priore Hugo de Perraud in a modo simile liberamente e volentieri ratificato, approvato e confermato il suo firmato confessione che gli è stata letta nella sua lingua madre. Ordinammo Robert de Condet, chierico della diocesi di Soissons, notaio Autorità apostolica, che era tra noi insieme ai notai e ai testimoni chiamato sotto, per registrare e rendere pubbliche come prove anche queste confessionicome ogni cosa descritta sopra che è avvenuta prima di noi, i notai e i testimoni, e anche tutto fatto da noi, esattamente come è descritto sopra, e per convalidarlo allegando il nostro sigillo. Questo è stato completato l’anno, l’incriminazione, il mese, il giorno, il pontificato e il luogo come detto sopra, in nostra presenza e presenza di Umberto Vercellani, Nicolò Nicolai de Benvenuto e il sopra citato Robert de Condet, e anche anche il maestro Amise d’Orleans le Ratif, notai pubblici dell’autorità apostolica come il pio e distinto fratello Raymond, abate dei benedettini monastero di St. Theofred, diocesi di Annecy, maestro Berard de Boiano, arcidiacono di Troia, Raoul de Boset, confessore e canonico di Parigi, e Pierre de Soire, sorvegliante di Saint-Gaugery a Cambresis, che erano riuniti nello specifico come testimoni. E io, Robert de Condet, chierico della diocesi di Soissons, notaio apostolico autorità, osservata con gli altri notai e testimoni di ogni cosa sopra descritto che si è verificato in presenza del summenzionato reverendo padre Lords Cardinal Presbyters, io e gli altri notai e testimoni, così come quello che è stato fatto dalle loro signorie. Su ordini di loro signorie dei Cardinali Presbiteri, ho fatto questo disco e l’ho messo in ufficiale forma, e sigillato con il mio sigillo, essendo stato incaricato di farlo. E anche io, Umberto Vercellani, chierico di Béziers, notaio dell’autorità apostolica, osservato con gli altri notai e testimoni ogni e ogni cosa descritta al di sopra del quale si è verificato in presenza del suddetto Cardinale dei Signori Presbiteri, così come quello che è stato fatto dalle loro signorie Cardinal Presbyter come descritto sopra in maggior dettaglio. Su ordine di questi Cardinale Presbiteri, per ulteriore sicurezza, ho sottoscritto questo disco e l’ho sigillato con il mio sigillo. E anche io, Nicolo Nicolaidi Benevento, notaio dell’autorità apostolica, osservai con l’altro sopra nominato notai e testimoni di ogni cosa sopra descritto che si è verificato in presenza dei Signori di cui sopra Cardinal Presbyters, così come quello che è stato fatto dalle loro signorie proprio come descritto sopra in maggior dettaglio. Su ordine di questi Cardinale Presbiteri, per ulteriore sicurezza, ho sottoscritto questo disco e l’ho sigillato con il mio sigillo. E anche io, Arnulphe d’Orléans chiamato le Ratif, notaio per autorità del Santo Chiesa romana, osservata con gli altri sopra citati notai e testimoni e confessioni, gli esami e ogni altra cosa descritta sopra che si è verificato in presenza dei suddetti padri reverendi di cui sopra Cardinal Presbyters, così come quello che è stato fatto dalle loro signorie proprio come descritto sopra in maggior dettaglio. Su ordine di questi CardinalePresbiteri, come testimonianza di verità, ho sottoscritto questo disco e l’ho sigillato con il mio sigillo, essendo stato incaricato di farlo.

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Flotta templare

Nel giugno del 1308 un templare di nome Jean de Châlons testimoniò, sotto tortura, all’inchiesta papale sui Templari di Poitiers che i capi dell’Ordine fuggirono e, lui stesso, incontrò il fratello Gerard de Villiers che guidava cinquanta cavalli. Asserì che stava partendo per mare con diciotto galee e che il fratello Hugues de Châlons fuggì con l’intero tesoro del fratello Hugues de Pairaud.

Il mito della flotta templare emerge da tante speculazioni e, sembra, che abbia attirato fatti retroattivi per adattarlo.

Nonostante la narrativa ufficiale, l’Ordine del Tempio di Salomone non fu mai dissolto né estinto in nessun momento dopo il 1307 d.C.

La maggior parte delle risorse lavorative centrali, attrezzature, scritti e documenti dei Cavalieri Templari e la maggior parte dei suoi cavalieri, dame e sostenitori, fuggirono con successo dalla Francia, poco prima dell’infame raid dell’Inquisizione francese da parte del re Filippo IV.

I Templari erano stati avvertiti in anticipo dell’imminente incursione e avevano organizzato una flotta di diciotto navi galee, per lasciare Port La Rochelle, lasciando dietro di loro un paio di navi per evitare di sollevare sospetti sulla loro fuga. Questa testimonianza durante i processi specificò che Gerard de Villiers, il precettore di Parigi, era scappato con 50 cavalli e 18 navi. La documentazione storica lascia, senza dubbio, che il Gran Maestro Templare era consapevole che gli arresti erano imminenti (venerdì 13 ottobre 1307) ed è documentato che gli ordini di arresto erano datati 14 settembre, quindi i Templari avevano avuto un preavviso di quattro settimane. Con una scorta esaurita di beni utilizzabili, monete, oro, gioielli e altri beni commerciabili, i Templari fuggirono dall’area di persecuzione immediata prima che il martello potesse cadere.

La Regola dell’Ordine Templare comandava ai fratelli di difendersi a vicenda, con il dovere di proteggere l’ordine al costo della propria vita, se necessario. Per questo motivo, il Gran Maestro Jacques de Molay e un gruppo di cavalieri dedicati sono rimasti indietro, per evitare di destare sospetti, permettendo così alla maggior parte di scappare in salvo.  Solo 620 templari sono stati arrestati in Francia, dopo le incursioni del 1307 d.C. Gli storici stimano che ci fossero oltre 3.000 templari in Francia, a quel tempo. Oltre 2.000 fratelli templari armati ed equipaggiati, con i loro interi seguiti di scudieri, servi, cavalli, treni di bagagli e seguaci del campo fuggirono anche a bordo delle diciotto navi che lasciarono il porto di La Rochelle.

Gli studiosi concordano generalmente sul fatto che i Templari riuscirono a disperdere la maggior parte della loro ricchezza prima che gli scagnozzi del re arrivassero a confiscarlo. Le guardie reali avevano, così, trovato monasteri in gran parte abbandonati e successivamente avevano scoperto che le navi erano salpate. Altre piccole flotte templari nel sud e nel nord della Francia, le Fiandre e il Portogallo lasciarono anche il porto e navigarono nella leggenda. Dalle roccaforti dei Templari erano spariti anche i documenti e i registri dell’ex impero dell’Ordine.

La convinzione generale è che la flotta templare di La Rochelle andò in Scozia, ma la flotta che viaggiò in Gran Bretagna non fu una massiccia Armada. Quelli che credono che i rimanenti Templari siano fuggiti in Scozia ipotizzano che solo poche navi siano arrivate nell’area mentre le navi utilizzate non erano progettate per il trasporto a lunga distanza e il Templare è zoppicato via con pochissima ricchezza a bordo.

All’epoca La Rochelle era utilizzata dai Templari per l’importazione e l’esportazione di vino. Quindi, forse, tutti i templari si sarebbero trasferiti in alcuni barili decenti di vino da tavola. Altri teorici sostengono che quelle botti di vino avrebbero potuto contenere una varietà di oggetti preziosi. L’abbondanza di tradizioni templari e del Santo Graal in Scozia, indica un grande tesoro che si sposta dall’Europa continentale alla sicurezza nel nord delle Isole britanniche

Un’altra teoria interessante è che la flotta di La Rochelle si è diretta a Cipro e ha nascosto le reliquie rimanenti in un porto sicuro fino a quando non fossero state messe in sicurezza nuove navi. Queste nuove navi quindi salparono per la Terra Santa e furono sepolte lontano dall’avidità delle potenze europee. Certo, è molto difficile dimostrare che si sono verificati tali atti, ma sappiamo che Cipro era una volta di proprietà del Cavaliere Templare e che forse avevano amici potenti sull’isola che potevano aiutare a mantenere la flotta ei loro tesori al sicuro.

Un dato più probabile per la flotta templare di La Rochelle è che è stato affondato nella Manica prima che potesse dirigersi verso la Scozia o Cipro. Il Canale della Manica è una distesa d’acqua molto insidiosa, con forti correnti e condizioni atmosferiche irregolari. Se la flotta salpava con il maltempo ed era impreparata a causa del caos del tempo. Un certo numero di eventi avrebbe potuto affondare le navi inaffidabili che i templari avevano a La Rochelle. Le navi potrebbero essere state attaccate dai pirati nel Mediterraneo o nel Canale della Manica. In entrambe queste acque, era comune per le navi cadere preda dei pirati. Era un fertile terreno di caccia e rimase così fino all’ascesa delle grandi potenze coloniali nel sedicesimo secolo.

L’Ordine, senza più guerre sante da condurre, assunse una nuova forma ripiegando sulla finanza e il commercio. Alle diciotto navi che erano fuggite dal porto di La Rochelle, si unirono altri bastimenti templari, sia navi mercantili e sia galeoni armati. I Templari iniziarono così a solcare i mari del Mediterraneo e Atlantico, e iniziarono a guadagnare interessi e ricavi per l’ordine, per recuperare le perdite e diedero vita anche all’attività di pirateria.

Il pirata templare più famoso fu Roger de Flor (1266-1306). Il sergente templare Roger de Flor, conosciuto anche con il suo nome originale in tedesco di Rutger von Blume, era un capitano della flotta Templare. Dopo essere stato bandito dall’Ordine con l’accusa di estorcere denaro ai passeggeri durante l’assedio di Acri nel 1291, Roger fuggì a Genova, dove prese in prestito una considerevole somma dal Ticino Doria, acquistò una nuova nave e iniziò una carriera nella pirateria.

È interessante notare che le tombe templari erano spesso contrassegnate con lo stesso teschio e le stesse tibie incrociate del Jolly Roger, che svolazzavano sugli alberi delle navi per indicare pirati a bordo!

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Dama Templare, potenza e illuminazione divina. Giovanna D’Arco.

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Sebbene la cavalleria medievale abbia generalmente escluso le donne dalla maggior parte degli Ordini cavallereschi, la documentazione storica dimostra che le donne erano effettivamente incluse in una partecipazione significativa all’interno dell’Ordine del Tempio di Salomone. Le regolemedievali, che sembrano limitare la partecipazione delle donne,stabilivano un giusto grado di separazione, per assicurare la modestia e il rispetto.

La Regola approvata nel Concilio di Troyes del 1129, ispirata da San Bernardo, rappresenta un documento unico nel medioevo. Per la prima volta si concilia la vita monastica con la cultura della guerra in nome di Dio.

Esistono due versioni della Regola: la prima redatta in latino, lingua ufficiale della burocrazia ecclesiastica, dal chierico Johan Michiel (detta anche regola primitiva), la seconda del 1140, compilata in francese per gli illetterati. L’accesso all’Ordine era consentito anche ai non nobili e ai cavalieri secolari, ma l’accesso alle donne era impedito. La Regola distingue i cavalieri in cavalieri professi (ad vitam) e temporali (ad terminum). La regola dell’ordine del Tempio assunse un atteggiamento monastico tradizionale nei confronti delle donne, essendo fortemente antifemminile nel tono e vedendo le donne contaminare i fratelli. Tuttavia, i fratelli avevano un atteggiamento più laico nei confronti delle donne. Erano disposti a lasciare il posto alle pressioni dei loro mecenati laici e ad ammettere alle donne la piena appartenenza all’ordine, anche, in un caso, di accettare la responsabilità di un convento.

Le prove indicano anche che, come i cavalieri del mondo, erano inclini a romanticizzare le donne, e sembrano aver preferito i culti delle sante al sesso maschile. Erano, tuttavia, come era normale nella loro società e classe, troppo pronti sessualmente per sfruttare le donne comuni. Ciò fu apparentemente accettato dagli estranei, poiché mentre i Templari furono criticati per orgoglio e avidità, non furono accusati di mancanza di castità. Fino alle accuse rivolte contro l’ordine nel 1307, i fratelli sfuggirono anche alle accuse di omosessualità accennate a più tradizionali ordini monastici da parte di un clero secolare come Giovanni di Salisbury.

Le donne erano considerate innatamente malvagie e responsabili, sia della prima caduta dell’uomo sia della caduta della grazia di molti uomini da allora. Pertanto, molti scrittori religiosi maschi del dodicesimo secolo credevano che non dovessero essere ammessi in ordini religiosi. Questo era il punto di vista ufficiale.

Durante il dodicesimo e il tredicesimo secolo, questo tipo di antifemminismo ha registrato il più alto livello ufficiale nelle regole degli ordini. Dovremmo anche notare che questo antifemminismo si estendeva solo alle donne normali, peccatori. Le donne sante, in particolare la Madre di Dio, erano venerate e tenute in tutto l’amore e la stima che la linea ufficiale degli ordini negava alle donne comuni.

Alcuni testi menzionano l’ammissione di donne non come consuetudine ma come eccezione. Successivamente una disposizione alla Regola, aggiunta verso il 1300 d.C, consentiva ai cavalieri di ricevere servizi di supporto dalle donne ogni volta che veniva concessa un’autorizzazione. Manoscritti conservati dall’ordine Teutonico provano anche che nel 1305 d.C, l’Ordine Templare acquistò dei monasteri femminili. Sulla base di questi fatti tratti da documentazione storica, l’Ordine riconosce tradizionalmente le donne come uguali, ma venerabilmente diverse dalle loro controparti maschili, che servono in equilibrio e armonia come fratelli e sorelle templari.

Tra i protocolli della cavalleria medievale e le relative regole sui titoli, gli Ordini cavallereschi non usavano mai la stessa parola per uomini e donne di eguale status, e non usavano mai parole militarizzate maschili come titoli per donne della stessa posizione. Questa usanza è profondamente radicata nella lingua francese (poiché la cultura francese ha grandemente influenzato le tradizioni cavalleresche), in cui certe parole sono esclusivamente maschili o femminili come materia della grammatica di base.

Le donne erano considerate uguali, ma venerabilmente diverse, enfatizzando le qualità femminili uniche che erano considerate colonne essenziali delle istituzioni storiche e della stessa civiltà. Di conseguenza, le donne con pari leadership, influenza e partecipazione hanno ricevuto titoli alternativi e equivalenti degni delle loro venerate qualità femminili. Il titolo di Dame, che una donna detiene di per sé, guadagnata con il proprio merito, non dovrebbe mai essere confuso con Lady, che viene usata solo dalla moglie di un Cavaliere. Il prefisso Lady è semplicemente un titolo di cortesia ottenuto solo dal matrimonio e può essere perso con il divorzio, o perso se una vedova si risposa.

Ogni donna con lo stesso status cavalleresco di un Cavaliere deve essere rispettata usando il titolo storico appropriato di “Dame”.

Ci sono molti precedenti storici per le donne armate nella cultura cavalleresca, incluse le donne che partecipano attivamente a ordini cavallereschi prevalentemente maschili.

Durante i tempi antichi, sia in Gran Bretagna e sia in Francia, le donne della civiltà celtica erano regolarmente conosciute per essere grandi guerrieri e talvolta comandanti militari o capi di interi eserciti.

La più famosa delle antiche comandanti militari femminili era la Regina guerriera celtica Boudicca, che comandava un esercito basato sulle sue abilità e autorità come Druida Somma Sacerdotessa.

Giovanna d’Arco è stata la personificazione per antonomasia di quell’antica pratica della regina Boudicca, che si è manifestata nel famoso personaggio del monaco guerriero dei Cavalieri Templari, che ha conservato il più antico sacerdozio di Salomone. Giovanissima, sempre devota e con perseveranza nella diretta comunione divina, era veramente qualificata come una Somma Sacerdotessa, secondo antiche tradizioni che furono comprese, preservate e continuate dall’Ordine dei Templari. Attraverso la preghiera e la meditazione costanti, ha sperimentato visioni di Dio e visite di Santi e Angeli, ricevendo profezie sorprendentemente accurate di eventi del prossimo futuro che si sono sempre dimostrati veri.

Giovanna d’Arco non era l’unica cavaliere. Dal dodicesimo al quindicesimo secolo, le donne dell’aristocrazia francese, scozzese, spagnola e italiana presero le armi per difendere il loro castello o il loro lignaggio. Questa partecipazione delle donne in guerra è in effetti legata a circostanze straordinarie, prigionia o morte del marito e non è una regola, ma non è sempre considerata uno scandalo, purché ovviamente la donna stia combattendo per il buona causa

Durante il dodicesimo secolo, l’Ordine Teutonico (derivato dai Templari) accettò le donne come Consorores, Sorelle, che indossavano la sua abitudine cavalleresca e vivevano secondo la sua Regola. Queste suore erano in servizio attivo di funzioni ospedaliere, ma non in attività militari, e più conventi si formavano sotto ordini militari maschili.

Sempre nel dodicesimo secolo, l’Ordine di San Giovanni (Malta), le donne hanno ricevuto il titolo di Soeurs Hospitalières, Sorelle ospitaliere, e alla priora di un convento era stato dato il titolo di Commendatrix.

L’Ordine della Scure fu creato dal Conte di Barcellona nel 1149 d.C, per le donne di Tortosa in Aragona, che difesero e liberarono la città quando gli uomini in battaglia non riuscirono a trovare soldati di rinforzo. Le donne furono tutte dame ereditarie dell’Ordine cavalleresco, e da allora in poi furono trattate come cavalieri militari femminili.

Il primo uso del titolo Militissa come cavaliere femminile, fu l’Ordine della Gloriosa Santa Maria, fondato a Bologna, in Italia, nel 1233 d.C. e approvato dal Vaticano nel 1261 d.C., finché fu soppresso da un successivo Papa nel 1558 d.C.

In Francia, altri ordini cavallereschi di donne furono fondati nel 1441 d.C. e nel 1451 d.C., concedendo il titolo francese Chevalière, forma femminile di Chevalier, o il titolo latino Equitissa.

La cultura cavalleresca del Medioevo sviluppò un tema noto come Les Neuf Preuses, Le nove donne degne. I Preusi erano presentati come una fila di statue o ritratti incisi, raffiguranti serie variamente selezionate di nove donne ispiratrici, da liste differenti secondo la cultura popolare locale.

I Preusi erano donne che cambiarono la storia, molte di loro attraverso la guerra cavalleresca in battaglia. Il Castello diPierrefonds, vicino a Parigi, presenta una bella fila di nove Preusi (circa 1850 d.C.), tre dei quali, rispettivamente, impugnano una spada, lancia e un martello da battaglia.

Tra le donne più venerate in vari elenchi di Nove Preusi durante il XV secolo c’erano la regina Boudicca, l’alta sacerdotessa guerriera che guidò i Celti in battaglia contro i Romani (circa 60 dC) e molte venerate sante, tra cui Giovanna d’Arco.

Diversi precedenti per donne nella direzione della Grande Croce (analoga alla Grande Maestria dei Templari) negli Ordini cavallereschi del Rinascimento si trovano nell’Ordine di San Giovanni (Malta).

Negli Ordini cavallereschi sotto il Vaticano, tradizionalmente hanno un Ordine di monache di clausura e anche associazioni i cui membri associati sono misti, come nel Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM). Più tardi nel diciannovesimo secolo, per l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, nel 1888 d.C. il Vaticano estese il cavalierato alle donne con il titolo di Dame, mentre tutti gli altri Ordini della Santa Sede erano riservati solo per gli uomini.

Storicamente, le Figlie di Tsion, oltre ad essere un segreto molto ben tenuto, erano costituite dai seguenti tipi di donne: sorelle, madri e spose, persino figlie dei Cavalieri, e qualche volta fidanzate o semplicemente una donna con cui avevano un relazione puramente platonica. Durante la maggior parte della loro storia pubblica ai Cavalieri era proibito sposarsi ed era richiesto il celibato, che non veniva mai applicato seriamente. Man mano che l’Ordine cresceva, a metà del 1100, i Cavalieri seguirono la parvenza del celibato per placare la Chiesa cattolica e per sopravvivere alla sua politica oscurantista. Se l’onnipotente Chiesa non approvava il tuo lavoro, eri in un ordine eretico e venivi bruciato sul rogo.

Apparentemente era un ordine monastico e vivevano in precettiin tutta Europa. Eppure, secondo gli storici ed esperti templari, il primo Gran Maestro, Hugh de Payens era sposato con una misteriosa e bella ereditiera della famiglia Saint Clair, Scottish Sinclair. Tutti i rituali, le pratiche e persino i servizi quotidiani dei Cavalieri Templari sono stati eseguiti in segreto. Questo era molto insolito per gli ordini monastici ed è la fonte di tutto il mistero che circonda i Cavalieri Templari, nonché la fonte della loro condanna.

A causa di tutta la segretezza, furono facilmente accusati di eresia. Senza dubbio erano eretici, specialmente nella loro fede nel Sacro Femminino e nella riverenza per Dio-la-Madre. I Cavalieri dovevano mantenere segreti questi insegnamenti perché sapevano che potevano essere arrestati, torturati e bruciati sul rogo.

Questo naturalmente era il destino finale dei Cavalieri Templari. Il 13 aprile 1307 quei Templari francesi che non erano scivolati attraverso la rete, furono arrestati perché il re di Francia Filippo IV e il suo Papa Clemente V, decisero d’impossessarsi della ricchezza dei templari.

I templari furono torturati, processati e i 54 che rifiutarono di ammettere le menzogne ​​del culto di demoni e di sputare sulla croce, furono bruciati vivi.

Venerdì 13 è stata considerata una giornata orribile, sfortunata all’estremo, a tutti i popoli di discendenza europea. Ciò che è poco noto, è che i Cavalieri hanno assunto delle partner femminili per aiutare a bilanciare il loro lavoro, per aiutare nelle loro pratiche esoteriche segrete che comportavano anche riverire la Dea. Queste donne, fidanzate, figlie, mogli, amanti o – in alcuni casi -prostitute assunte, erano parte integrante della missione templare e fornivano un complemento necessario agli sforzi di ogni iniziato maschile.

Le Figlie di Tsion erano un ordine segreto di donne che sostenevano il lavoro del presunto celibe cavaliere Templare. Questi uomini e donne erano in anticipo sui tempi: sapevano che l’equilibrio di genere era importante e favoriva i giusti diritti, opere virtuose.

I cavalieri combattevano, fino alla morte, nelle scaramucce e nelle battaglie, mettendo a rischio la loro stessa vita quasi ogni giorno. Eppure sembravano invincibili, non morivano mainonostante le ferite.

Le ferite, anche semplici, di solito portavano alla morte a causa delle infezioni, per questo era abbastanza facile che tutti quelli che vivevano con la spada morissero presto. L’invincibilità segreta dei Templari, era dovuta a questo esercito di donne segrete, che li sostenevano. Preparavano cibo, vestiti e cure. Creavano speciali amuleti e talismani da indossare in battaglia, ripetevano e cantavano potenti mantra ogni volta che gli uomini erano impegnati in combattimento. Fede e magia.

I cavalieri teutonici escludevano le donne dalle loro case, perché rischiavano di addolcire i fratelli, donne o sorelle, vivevano in una casa a parte. L’ordine più noto è quello di Santiago, fondato nel 1171, nella penisola iberica. L’Ordine aveva portato a una regolamentazione più severa per il suo funzionamento, con la separazione degli uomini. C’erano due tipi di sorelle: la prima viveva in clausura in un convento, la seconda, le sorelle secolari, vivevano nelle loro case.

Le sorores non erano monache in senso stretto, dedicavano la loro vita alla preghiera, seguivano il servizio divino ogni giorno e avevano il compito di educare le figlie dei fratelli fino all’età di 15 anni.

C’erano anche le consorores, che risiedevano nella casa e potevano unirsi all’Ordine senza l’obbligo di indossare l’abito. La questione delle donne e il loro ruolo negli ordini è anche legata a quella delle coppie sposate che volevano tornare all’ordine. Anche lì, non era possibile ignorarli, perché era un’opportunità per beneficiare di tutto o parte della loro proprietà.

La Regola del Tempio impose quindi restrizioni sull’ordine di abbigliamento (divieto del colore bianco per l’abito e il mantello) ma anche sullo stile di vita. I fratelli che hanno pronunciato i loro voti e in particolare quello di castità non possono vivere sotto lo stesso tetto con confratelli sposati.

La presenza delle donne è ancora attestata da uno status domestico. Le comunità di fratelli dell’Ospedale e del Tempio avevano uno staff misto al loro servizio, costituendo una familia.

C’erano comunità di suore ospedaliere indipendenti. In questo caso, le sorelle elessero la loro priora o magistra, che amministrò la comunità e riferì al Gran Maestro o al Gran Priore nella cui giurisdizione si trovava la loro casa. Nelle case autonome dell’ordine di Santiago, la situazione è identica. Le suore furono poi gestite da una commandadora o priora, eletta dalla comunità e riconosciuta dal maestro. La priora possedeva il potere senoriale e spirituale di una badessa. In alcuni casi la priora poteva avere autorità sulle due comunità separate di fratelli e sorelle.

I conventi femminili erano solitamente chiusi e per questo, i rapporti esterni erano difficili. L’ordine di Santiago prevedeval’intervento di personaggi maschili, funzionari che rappresentavano la priora e assicuravano nel suo nome le relazioni con il mondo fuori dai confini del convento. Anche il funzionamento interno della casa delle suore richiedeva una presenza maschile. Così, la casa di Sancti Spiritus (ordine di Santiago), di Salamanca, aveva bisogno di un cappellano, un dottore, un sacrestano, un maggiordomo, etc.

Testimonianze evocano una presenza femminile nelle case dei fratelli dell’Ospedale. Questo è il caso nella casa di Hampton (Middlesex) nel 1227. L’inchiesta del 1373, su iniziativa di Papa Gregorio XI, rivela la presenza di tre donne donate per ordine di fratelli, nel priorato di Francia, si trattava di donne anziane (due di 60 anni, una di 76 anni). È possibile che siano entrati in queste case in un momento in cui la loro età avanzata non avrebbe creato problemi. Allo stesso modo non sappiamo quali fossero le condizioni materiali delle 7 donne sposate, vedove e single menzionate nel 1312 nella casa degli Ospitalieri di Clerkenxell, che vivevano in casa e ricevevano pensioni. Forse questo è un nuovo esempio dell’impiego di donne come domestiche in una casa di fratelli, non sorelle che sono membri dell’ordine.

L’autore anonimo del manoscritto di Monaco menziona lo Xenodochium per l’accoglienza delle donne. Le informazioni sono scarse sul personale responsabile dell’assistenza agli ammalati. La presenza di sorelle è attestata. Sono “matrone più grandi, vedove sagge e donne virtuose e religiose”, che sono soprattutto responsabili di bambini abbandonati dalla nascita in ospedale. Le donne ammalate furono accolte fino al 1187.

La presa di Gerusalemme da parte di Saladino, in quella data, costrinse le Suore Ospedaliere a lasciare la Terra Santa per l’Occidente. Lì furono integrati in monasteri di donne già costituite o in case maschili.

Il più antico monastero di Suore Ospedaliere sembra essere quello di Buckland, in Inghilterra, fondato nel 1180 da Enrico II, che vi riunì le suore disperse fino a quel momento in diverse case. Poi arrivarono quelli di Manetin e Praga in Boemia, per iniziativa di Papa Lucio III e di Sigena nel 1188.

A differenza della regola degli Ospitalieri (di Malta) che non nomina mai le sorores, la regola templare, approvata nel 1129 nel Concilio di Troyes, dedica loro un paragrafo: Sorores quidem amplius periculosum est coadunare, quia antiquus hostis femineo consortio complures expulit a recto tramite paradisi. Ideoque, fratres carissimi, ut integritatis flos inter vos semper appareat, hac consuetudine amodo uti non licet (art. 54).

Evidentemente, nel corso dei nove anni che precedettero l’approvazione del loro Ordine, i Templari accettarono fra loro delle sorelle, in un sistema che, secondo altri articoli della regola – e grazie alle varianti di alcuni manoscritti – si può ipotizzare sia quello delle case miste o doppie. Lo si deduce anche dalla versione francese della regola, successiva a quella latina, che traducendo l’art. 54 afferma: Perillouse chose est compaignie de feme, que le deable ancien par compaignie de feme a degeté pluisors dou droit sentier de paradis. Dames por serors de ci en avant ne soient receues en la maison dou Temple; por ices, très chiers freres, de ci en avant ne covient acostumer ceste usance, que flor de chasteé tous tens apparisse entre vos (art. 70).

Non pare quindi che le sorores accolte nel Tempio andassero a vivere in un convento proprio, ben separato dalla domus dei fratres, sia fisicamente e sia giuridicamente. Sembra, invece, che proprio la convivenza con i fratelli sia stata all’origine della decisione di interrompere l’esperimento. Altri Ordini, come ad esempio quello cistercense, cercarono in quel tempo di limitare o anche di chiudere l’accesso ai monasteri da parte delle donne, ma per motivi eminentemente economici. Nel caso dei Templari, la ragione addotta è di tipo spirituale: i cavalieri, che già avevano compiuto una rivoluzione con l’unire due dei tre ordini medievali (i bellatores e gli oratores) in un’unica forma vitae, modificando fortemente ma non interrompendo affatto il loro contatto con il secolo, non si sentirono in grado di estendere alle donne la propria visione del mondo, e le videro di conseguenza più come una minaccia, in particolare al voto di castità, che come un aiuto.

Oltre alla regola, però, che solo accenna a un’usanza da interrompere, ci sono giunte alcune testimonianze di donne che nel sec. XII entrarono nel Tempio per condividerne la vita spirituale, professando povertà, castità e obbedienza.

Alla fine del sec. XII in Catalogna era attiva una casa doppia, a Rourrel, dove nel 1198 i fratres e le sorores obbedivano ad una donna, la praeceptrix Ermengarda d’Oluja. Tra la fine del sec. XIII e gli inizi del sec. XIV compaiono invece alcuni monasteri femminili: è il caso probabilmente di quello presente nella domus templare di S. Iacopo in Campo Corbolini a Firenze e, senz’altro, dell’intero monastero delle moniales cistercensi di Mühlen, nella diocesi di Worms, che passarono in blocco ai Templari di cui professavano la regola ancora nel 1324, ben dodici anni dopo la soppressione dell’Ordine.

A monasteri doppi o misti sembra invece da ricondursi la deposizione scritta nel 1309, durante i processi all’Ordine, dal templare Ponsard de Gizy. Descrivendo alcune usanze della casa, che spesso trovano conferma nella regola o negli statuti, egli affermò che li maistres qui fesoient freres et suers du Temple, aus dites suers fesoient promestre obedience, chastee, vivres sans propre, ma, una volta entrate, le sverginavano e ne avevano figli che diventavano a loro volta templari.

L’attività assistenziale, invece, non era compresa nella vocazione templare, a differenza, come si accennava, degli altri grandi Ordini militari, Ospitalieri e teutonici, in cui la presenza femminile era legata fin dall’origine, anche se non esclusivamente, all’assistenza di pellegrini e di ammalati. E infatti, nei rari casi di ospizi templari, subito si ritrovano le donne: a S. Michele di Leme in Istria e a S. Egidio della Misericordia a Piacenza, due luoghi di ricovero gestiti dai Templari all’inizio del sec. XIV, operavano delle converse.

Malgrado le poche notizie che si hanno finora sulle sorelle templari, possiamo quindi pensare che le adesioni religiose femminili al Tempio, pur complessivamente meno numerose e comunque non auspicate dalle autorità centrali dell’Ordine, fossero tendenzialmente contemplative.

L’esempio di Giovanna D’arco, evidenzia che le donne sonougualmente importanti e sono onorate per le loro qualità uniche, incarnando il principio del volto femminile di Dio, o l‘aspetto divino femminile. Le donne non dovrebbero sopprimere la loro sacra natura femminile e non dovrebbero cercare rispetto trasformandosi in uomini.

Il principio divino femminile non può essere rispettato sopprimendolo, solo per essere sostituito con l’aspetto maschile controbilanciante. Onorare il divino femminile richiede necessariamente il riconoscimento e la celebrazione che è, in effetti, femminile e proibisce che sia camuffato e costretto a essere accettato solo attraverso la conformità con il principio maschile.

La più antica saggezza sacra dell’alchimia spirituale non è mai stata quella di trasformare tutte le energie femminili in maschili, ma piuttosto di combinare polarità maschili e femminili distintamente uniche di energia esoterica in un equilibrio equo, come l’unico modo per raggiungere la potenza e l’illuminazione divina.

Giovanna d’Arco ottenne il comando su un esercito non negando la sua femminilità, ma concentrandosi sulle uniche differenze e contributi del suo vero potere femminile. C’erano già molti generali maschi capaci di implacabile aggressione e strategia astuta, ma nessuno che avesse il vantaggio dell’intuizione femminile radicato nella comunione divina, una prospettiva femminile alternativa necessaria per gettare nuova luce su vecchie strategie militari e una qualità emotiva tipicamente femminile che potesse ispirare così profondamente i cuori di tutti i soldati al coraggio più straordinario.

Giovanna d’Arco non si trasformò in un “uomo”, ma nobilmente guidò un esercito come una vera donna. La documentazione storica dimostra che indossava abiti da uomo e portava i capelli corti solo come abbigliamento da combattimento pratico, come misura difensiva per scoraggiare e prevenire le molestie e per nascondere la sua identità in territorio nemico – ma mai per sopprimere o negare la sua femminilità.

Al contrario, non ha sconfitto i nemici affermando la presunta indipendenza per respingere e sostituire gli uomini come non necessari, ma piuttosto ha applicato le sue qualità unicamente femminili per condurre un esercito di uomini, combattendo insieme in egual equilibrio. In tal modo ha combinato coscientemente la differenza uomo-donna in una potente miscela di perfezione, incarnando direttamente gli antichi segreti dell’alchimia spirituale dei Templari, come il principio esoterico fondamentale del Santo Graal stesso.

Giovanna d’Arco era un vero templare ed era venerato e onorato come una dama templare, diventando una famosa leggenda a tutti gli effetti, di uguale o addirittura maggiore fama di qualsiasi cavaliere arturiano o templare. In effetti, fu addirittura canonizzata come santa, un onore che non fu mai dato alla figura storica che in seguito divenne popolare come il letterario Re Artù (il principe Arthur Aidan del VI secolo), né a nessuno dei Templari Gran Maestri, non anche il martire Jacques de Molay. Così, Santa Giovanna rappresenta la pura manifestazione del potere illimitato di essere autenticamente una dama templare.

Con riverente dedizione a questa più illuminata comprensione del principio femminile nella cavalleria, l’Ordine del Tempio di Salomone riconosce tutte le Dame come pienamente uguali, ma venerabilmente diverse dal, loro controparte maschile Cavalieri, che servono in equilibrio e armonia come Templari.

Uomini e donne servono insieme come Fratelli e Sorelle nella famiglia Templare, distinti solo dalle rispettive forme grammaticali dei loro titoli ufficiali di cavalleria e nobiltà nell’Ordine.

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Se ascolto il mio silenzio, posso sentire il suo respiro, il battito del suo cuore.

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Tu, uomo, alla continua ricerca di demoni. Come se gli unici beni, da te riconosciuti, ricadono in ciò che è vile materia, su ciò che eterno non è, perché creato dalla proiezione volgare di un Dio minore. Ascolta, non trasmette ciò che è eterno. Tu, uomo effimero, nel tempo inesistente rovisti nella tua anima, per avvicinare il tuo pensiero all’Essenza prima. La mano dell’uomo è la tua forza creativa, la tua difesa al rumore mercanteggiante del silenzio. Apparente la parola traccia un solco indelebile sul cuore lussurioso. Il limite umano, uomo, è la poca concentrazione e il respiro d’amore esala. Noi siamo eterni, perché imbevuti dell’Essenza prima cui l’amore divino è linfa vitale. Nulla si avvolge e nulla si computa, come può il cerchio implodere in un punto infinito? il flusso inscena la vita in un applauso cadente d’amore, il circolo senza fine, tornado di luce, vortice d’amore infinito. Ecco l’essere inebriato di divino. Ecco l’essere che cade nella terra, nella materia per poi liberarsi?

Ho compreso maestro le tue parole. La forma dell’amore divino è indissolubile. Io consacrato all’amore divino caddi e risalii. E se questa mia caduta fosse sterile, non odo che parole avvinghiate alla mia vita e nel tempo sono abbandonato, smarrito.  Ma io so di essere uomo a immagine di Dio e volgerò il suo sguardo…

NESSUN UOMO RIVOLGA LO SGUARDO A DIO, NESSUN UOMO DORMA ALLA SUA VEGLIA. Sofferenza! E’ quello che potrai sentire questa notte, per tutte le notti, finché la Luce infinita veemente ondeggi. La vita è un balzare di emozioni sovrane, di respiri annegati nell’amore, che poi finite per ascoltare, adorni di speranze, con sospiri e lacrime. Vedi, uomo, si può amare nel silenzio, nelle tenebre della notte. Avete tanto da imparare, lo comprendiamo notte dopo notte. Non avete forza per contenere il grande arcano che è l’amore, ma avete volontà per amare la piccolezza di voi stessi. Uomo, non serve portare livore e odio. Occorre far nascere il desiderio del perdono. Solo così potrete ricevere l’amore divino. Non credere che tu sia figlio delle stelle, o di un Dio minore, tu sei ciò che nell’espressione della vita, è un atto di amore divino.  Fratello di amore divino, volgi una preghiera, medita. Il pensiero è la vibrazione umana della creazione. E’ la forza divina dell’uomo creatore, della sua stessa esistenza.

L’Essere divino esiste? non lo so più maestro. Ma se ascolto il mio silenzio, posso sentire il suo respiro, il battito del suo cuore, allora –  Maestro – comprendo che l’Essere divino esiste.

Infinito finito

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Nulla che è scritto è verità nulla che egli ha fatto è raccolto nei testi sacri ciò che egli ha voluto che si tramandasse è dettato a uomini scelti che di nulla è tuo pensiero di ricerca interiore la pace che tramanda che rilascia è solo espressione relativa dell’amore impregnato nella stessa materia divina tu puoi sentire avvertire il sospiro il pensiero di tramando qual è dunque la missione non è saputo sapere seppure nei substrati dell’anima anche se poi noi possiamo sapere ciò non pesa di vedere potremo dunque dire che nulla di vero è sia nel nostro amore e se mai sentire amore è unica mera speranza dell’uomo che non deve sapere il sentiero di vita perché noi abbiamo bisogno di sentire la sicurezza la certezza di non essere soli di non essere abbandonati al nostro destino che poi l’aver noi scritto ci rende scevri per affrontare ogni vicissitudine il progetto divino è altro che nostro desiderio volontà di migliorare noi stessi per elevarsi a verità superiori ma qual è dunque l’aspetto finale che l’anima avrà quando le esperienze avranno compiuto il progetto non è dato sapere non è dato di sapere come transitare da piani a piani nei tempi dei tempi tu non potrai scoprire ora ciò che intendo dire figlio compagno maestro mio che le nostre anime si sono incontrate per vivere insieme questa vita esperienza terrena figlio mio ma di divina emanazione noi non ci rendiamo contro di come la vita sia un insieme ciclico di eventi incoronati e prigionieri di eventi stessi che si susseguono come se liberati dal fato e ci sentiamo ridicoli alla sua mercé vedi compagno noi abbiamo imparato a difenderci e ad attaccare i nostri simili perché vediamo in essi i demoni di noi stessi e se riuscissimo a vedere la parte migliore di noi stessi e se riuscissimo a sentire l’amore non avremmo più bisogno di combattere maestro tu mi hai insegnato l’amore quando ti vidi nascere muovere i primi passi cadere e quando assetato imploravi acqua essa era vita e conoscenza stessa che dissetava paura io ho imparato da te maestro ciò che nulla più dell’amore di padre verso figlio lega l’umanità che genera nel tempo infinito finito una candela accendevo in ogni luogo sacro in ogni tempio è uguale alla luce generata nella tua operatività nulla può separare ciò che Dio unisce nulla può generare ciò che Dio disunisce nulla può amare ciò che non è creato da Dio l’amore che egli dà in ogni istante dell’infinito finito nell’oscurità il grembiule bianco e l’argenteo bastone su cui si regge assorbe le tenebre uomo uomo candeggi sapere e conoscenza ma nulla germoglierà senza amore ho compreso maestro le tue parole la forma dell’amore divino è indissolubile nulla può accadere se il tempo è arrivato maturato conseguente come egli vuole così egli risalì e se questa mia vita fosse santa ciò che noi non possiamo avvertire nel sibilo del vento come rumore di foglie fruscianti la nostra vita ci saremo sempre persi ma io so di essere uomo immagine di Dio siamo eterni perché imbevuti dell’essenza d’amore linfa vitale attorno a cui nulla si piega e nulla si spezza come se un cerchio potesse mai dirsi finito e tenuamente il flusso recita la vita in un applauso cadente di amore circolo senza fine tornado di luce vortice di amore infinito il mio essere inebriato del divino essere che cade nella terra nella materia per poi cercare e liberarsi.

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E’: respiro divino

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Tutto ebbe inizio quando spensi la luce dell’amore per respirare ciò che le tenebre potevano dare l’espressione materiale della vita condita dell’effimero piacere del corpo e di tutto ciò che lasciasse gioire me stesso fu così che iniziò la mia morte apparentemente vitale e il suo sguardo cercava qualcosa che ancora non sapevo di avere

Possiamo dunque temere ciò che egli ha voluto tu avessi?

Possiamo dare senza volere?

NO NO NO noi supremi messeri di tempi giocati di tempi andati dove nessuno può accadrebbe dunque se non avessi luce? esseri pensanti di facili illusioni riponete chimerici propositi esaltati da esuli pensieri figli di parole sterili del Principio che esalta nel proprio sé il proprio essere di energia aspirate genialità defraudate di Natura divina e ascoltate nella disperazione mantra per elevarvi a voi stessi eppure non capite che il silenzio è il portale universale dell’amore della conoscenza del sapere divino

Noi esseri pensanti abbiamo un dovere amare incondizionatamente aiutare chi è in debito di vita ascoltare le richieste di aiuto

DOVETE cercare soluzione divina anche per la propria anima che riversa egoista e tronfio di sé OSSERVA la candela che illumina una lacrima di cera scende scivola calda del Principio poi si ferma fredda in silenzio ASPETTA che altra conoscenza riscaldi il suo centro e prosegue il cammino già stabilito mai causale  

il calore che riceviamo è energia dobbiamo ascoltarlo sentirlo dentro di noi per camminare

noi siamo generatori di calore divino noi siamo amore voi siete canali di flussi in grado di dare ciò che noi diamo puoi SENTIRE la luce che ti immerge e ASCOLTARE la vibrazione nel cuore il respiro divino echeggiare su tutto il tuo corpo fisico la materia BRUCIA al suo passaggio sprigiona AMORE

Uno scambio dunque a cui concedersi per essere disperatamente felici

Ti racconto la storia di un uomo che mai sapeva di essere colui che è 

E’??

Solo un respiro divino un canale che può dare vita eterna

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Angeli caduti

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Potere possente e forte le sue ali sono le mie mani forza coraggio illusione che tutto sia l’incontro nella dualità insita nella nostra vita alta volteggia guardando la torre qui deve andare tornare sul campo di battaglia noi dobbiamo quando un altro sole nero sorgerà dalle tenebre esseri andanti su note di canti di morte ecco verrò a te come vibrante parola di antiche melodie non c’è nulla che può spaventare il figlio di Dio nulla che la Luce possa placare anime perse soffocano il respiro universale ripudiano pensieri del loro cuore e il mondo si consumerà per abbracciare le tenebre è più facile odiare che amare l’indifferenza invisibile l’amore s’intasa nel più alto mistero della solitudine e nel pensatoio si abbandona e tutto va dove non potrà la Luce di verità offuscate avide di potere io non posso rivivere la pantomima di movenze celebrali sono solo una piccola manifestazione della luce io vedo oltre e vedrò la tua fine spegnersi nella tua aridità non pensare che qualcuno entri a respirare l’asfissia della tua verità è pena e la vita è questa esuli su circonferenze concentriche di cicli energetici la vita viene dove noi ritorneremo dove l’uomo potrà sentire ciò che ha solo assaggiato dalla vita casualità apparente essa è ancora una piacevole sorpresa illusoria ama senza fine immerso di amore infinito e nel cerchio più alto la sfera della luce arderà libri di parole parvenze di aromi repressi nel tuo cuore e griderai e crollerai le tue ali non più avrai.

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invisibile battito

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l’uomo si chiede dove volano gli angeli dove la luce può arrivare a rischiarire le tenebre ma noi esseri fasci di energia vibrata emanata dall’essere primo che risiede dentro te uomo recipiente coppa di luce divina abbiamo mille risorse in cui credere mille modi di amare non c’è verità o luce che possa risplendere senza amore è il credere che tutti siamo semi germogli di piante che frutti potrebbero dare infondo cosa credere se non a se stessi noi non potremo aiutare il prossimo se non aiutiamo a crescere noi stessi Dio è luce è respiro universale d’amore infinito amare io posso bene andare dove eterno è il cielo stelle illuminano luce no materia ma luce riscalda brucia illumina acceca essa è unica bivalenza divina dell’essere che volteggia verso altri quaternari noi non possiamo modificare ciò che hai scritto noi siamo semplici compagni che indicano la via la illuminano di quella luce riflessa che risiede in te nulla è vano se ti applichi con zelo a ciò che la vita ti dona perché nulla è più sano e giusto ciò che essa rappresenta per te abbiamo visto come essa possa essere ciò che è osserva il tuo cammino come da lento apparente veloce scorre nel tempo e nello spazio creato per crescere e arricchire lo spirito divino tu non puoi osservare il battito di ali di un piccolo colibrì ma puoi sentire la vibrazione dei battiti resta con la luce e vedrai ciò che senti soffoca la luce e sentirai ciò che non vedi ma esso è sempre presente l’illusione dell’effetto si crea ma nulla è più valso di ciò che vedi e senti padre fratello compagno noi siamo te.

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Affidati, nuovo inizio.

candela

Osservo la lenta fine di una candela spegnersi esausta nel suo essere tramutata e lentamente si addolcisce soffocata d’amore dalle tenebre nel silenzio un sottile filo bianco esala.

Tutto iniziò come se fosse stato un sogno vissuto, bruciato da ciò che è racchiuso nel nostro cuore dal nostro metodo di essere di dare amore noi siamo luce riflessa nei sogni viviamo nell’apparente casualità e sentiamo ricadere i nostri affetti osservando la Luna potremo solo vedere una faccia la luce è dei nostri cuori non lasciare che sia solo una faccia accorda una preghiera alimenta una fioca candela non fare mai che si spegni ma deve resistere a cuore che alito di vita imprigionare la terra ora lascia che io prenda la tua mano Fratello sono qui è difficile capire ciò.

Io sono luce essenza inespressa della vita materiale bagnata dall’amore universale, vita concepita per essere protettrice di vita. L’uomo è espressione della mia volontà creazione indiscussa di materialità divina poiché in esso è custodita ciò che è di me un seme di me alimenta alimenta alimenta.

Non cercarmi dove credi che io sia sono sempre al tuo fianco alla tua destra o sinistra poco importa ascoltarmi devi nelle meditazioni sai bene che senza di me ti perderai affidati, affidati, affidati.

E’ nella ricerca di noi stessi le parole si domandano a nostra difesa e mostriamo come se fossimo rilevazione rivelata.

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Custode fragile di ciò che sente.

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Un elementale, coperto da un saio grigio logoro del tempo che fu, sorreggendosi su un bastone di metallo a croce patriarcale, cammina lentamente tra fumi di incensi e melodie in latino. Egli ha in mano un libro che tiene stretto a sé, s’intravede la copertina in pelle, rifiniture in oro e una pietra rossa lucente incastonata al centro.

Nulla vuole qui preghiera di richiesta egli sa che nulla vuole l’uomo se nulla in cambio di tutto esige. C’è un mondo in cui il respiro non è di aria né di acqua è di amore primo è nel silenzio dell’essere Primo e puoi udire ascoltare le sue tacite profonde parole perché dentro di te è nato come se nulla fosse il respiro primo che vita ha donato ma senza quella antagonistica forza opposta lo puoi sentire ma pensa se l’uomo crea dentro di sé immagini egli affonda nelle sue congetture vedi Fratello puoi combattere i demoni sei materia custode fragile di ciò che sente.   

L’uomo denudato da se stesso, dalle sue paure e schemi è libero e indifeso. Una grande responsabilità verso Dio, il mondo invisibile e l’uomo è data a chi incanala messaggi di altri piani. Non puoi mentire, costruire, la tua umiltà deve avvolgere il silenzio.

Vedere un uomo di 75 anni emozionarsi per il messaggio del suo papà scomparso quando lui aveva 13 anni, sono momenti in cui ti rendi conto che entri nella sacralità dell’uomo, sei a contatto con la sua anima, con i suoi sentimenti più profondi. E’ dovuto il massimo rispetto.

Nulla può ripagare quel grazie, nessuna moneta, nessuna pietra preziosa può darti la forza di quella emozione, di quel grazie.

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